“A seguito dell’enorme clamore mediatico creatosi attorno alla mia persona, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di assessore e vicesindaco di Agrigento, non avendo in questo momento la necessaria serenità per portare avanti il mio mandato ed operare al meglio nell’interesse della collettività, come ho fatto fino ad oggi”.
Lo scrive Giovanni Crosta, finito nel polverone dopo avere ereditato dal padre una casa abusiva a Zingarello, che sarebbe stata usata in più occasioni e sulla quale sarebbero stati fatti dei lavori edili. “Ritengo fermamente di essere vittima di speculazioni politiche strumentali finalizzate a rompere gli equilibri sino ad oggi in atto – analizza l’ormai ex sindaco di Agrigento – . Tuttavia, il rispetto che nutro per le istituzioni e per i cittadini mi impone di fare un passo indietro per mettere fine a sterili polemiche”.
Il suo passo indietro era stato invocato dal leader di Controcorrente Ismaele La Vardera, che poi lo aveva espulso dal movimento. “Ringrazio gli elettori che, con la loro fiducia, mi hanno permesso di mettere le mie competenze a disposizione della collettività, e tutta la cittadinanza per l’affetto ricevuto e la vicinanza dimostrata in questi giorni”, ha concluso l’avvocato Crosta

