Salute

Caccia, appello delle Associazioni ambientaliste alle Autorità: «Nel Nisseno si spara in un contesto di sostanziale impunità»

Redazione 3

Caccia, appello delle Associazioni ambientaliste alle Autorità: «Nel Nisseno si spara in un contesto di sostanziale impunità»

Mer, 23/09/2026 - 09:05

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In occasione dell’apertura generale della stagione venatoria 2026-2027 di domenica scorsa, le Associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente e WWF Sicilia Centrale hanno inviato un formale appello alle Autorità competenti della provincia di Caltanissetta chiedendo un rafforzamento immediato della vigilanza faunistico-venatoria e dei controlli antibracconaggio. Già nei primi giorni di attività venatoria — iniziata il 5 settembre ma in regime speciale di pre-apertura — sono pervenute alle Associazioni numerose segnalazioni da parte di residenti e frequentatori delle aree agricole del territorio provinciale: violazioni delle distanze di sicurezza nel tiro e inosservanza delle regole sull’esercizio della caccia. Un quadro che, secondo le organizzazioni ambientaliste, si ripete puntualmente ogni anno, con i divieti e le limitazioni del Calendario venatorio regionale largamente disattesi.Nella nota inviata alle Autorità nissene, inoltre, le tre Associazioni denunciano come Demani forestali, Siti della Rete Natura 2000 e Riserve naturali siano oggetto di incursioni continue, non solo da parte di singoli cacciatori di frodo ma anche di squadre organizzate che impiegano vere e proprie “sentinelle” incaricate di segnalare ai complici l’eventuale arrivo degli organi di vigilanza. «Risulta, in proposito, che esistono apposte “chat room” sulle più note applicazioni di messaggistica istantanea gratuita (es. WhatsApp) con le quali i cacciatori si scambiano messaggi e comunicazioni allorquando – ad esempio – in una zona vengono avvistate Guardie venatorie che effettuano controlli», si legge nel documento. Va altresì ricordato che il territorio nisseno – per la sua varietà di ambienti e relative popolazioni faunistiche e la centralità geografica, unitamente alla vicinanza con l’autostrada A19 ed altre vie di comunicazioni extraprovinciali – è meta di centinaia di cacciatori provieni da altre province (soprattutto Catania), che sfruttano la presenza di territori di caccia molto vasti e quasi privi di controllo.«Nella provincia di Caltanissetta la vigilanza venatoria istituzionale non è sufficiente: il Libero Consorzio Comunale, ad esempio, è ormai forse l’unico Ente in Italia a non essere dotato di un Corpo di Polizia provinciale al quale affidare concretamente ed operativamente le importanti funzioni di controllo, vigilanza del territorio e contrasto agli illeciti ambientali. Fino al 2014 il servizio di vigilanza venatoria ed ambientale era stato esternalizzato dalla Provincia ed affidato ad Istituti di vigilanza privati; da allora il LCC non ha più garantito tale servizio, pur essendo espressamente previsto tra i principali compiti istituzionali dell’Ente di area vasta», denunciano i presidenti delle organizzazioni ambientaliste nissene Maria Selina Castello (ITALIA NOSTRA Sez. Caltanissetta), Gaetano Paladino (LEGAMBIENTE Circolo Caltanissetta) ed Ennio Bonfanti (WWF Sicilia Centrale OdV). In queste condizioni, è solo il cacciatore corretto ad autolimitarsi nel prelievo, mentre chi delinque non incontra alcun deterrente concreto. Le tre Associazioni riconoscono la difficoltà oggettiva delle Forze dell’Ordine, impegnate nei servizi urbani istituzionali e con organici sempre più ridotti. Ricordano, però, che la fauna selvatica costituisce patrimonio dello Stato ai sensi dell’art. 1 della legge 157/1992.Italia Nostra, Legambiente e WWF Sicilia Centrale, pertanto, hanno chiesto al Prefetto di Caltanissetta, al Questore, ai Comandi di Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo Forestale, alla Ripartizione Faunistico Venatoria, al Presidente del Libero Consorzio comunale ed alle Procure della Repubblica di Caltanissetta e Gela – Autorità ed Organi competenti ai sensi degli artt. 27, 28 e 29 della legge 157/1992 — di garantire e implementare adeguati controlli faunistico-venatori e antibracconaggio, impedendo e reprimendo ogni abusivo abbattimento di animali selvatici. In particolare, si chiede – nelle giornate di attività venatoria previste per la stagione 2026-2027 – un’azione di vigilanza preventiva diffusa, attraverso un impiego coordinato delle risorse disponibili.La richiesta si inserisce in un quadro normativo e programmatico preciso: la Strategia nazionale per la tutela della biodiversità del 2011 indica tra gli strumenti da adottare il controllo dell’attività venatoria, nelle sue forme legali e illegali; il Piano d’Azione Nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici del 2017, prevede il coordinamento degli interventi e il rafforzamento dei controlli da parte dei Carabinieri Forestali, delle Polizie Provinciali e delle altre Forze di Polizia. Dal 2022, inoltre, la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli animali è valore primario dell’ordinamento sancito dall’art. 9 della Costituzione. Da ciò discende, secondo gli ambientalisti, un preciso obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni, a ogni livello, di perseguire l’effettiva tutela di questi beni.

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