Oggi sedicesimo giorno di sit-in per il sindaco Terenziano Di Stefano. “Anche a Ferragosto, noi restiamo qui”, ha sottolineato il primo cittadino che ha confermato che anche oggi, 15 agosto 2026, davanti all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela, è continuata la protesta pacifica. “Siamo qui – ha spiegato – per chiedere risposte e per attirare l’attenzione del direttore generale dell’ASP di Caltanissetta, dell’assessore regionale alla Sanità, del presidente della Regione Renato Schifani e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Gela è una città siciliana. È una città italiana. E come tale ha bisogno del sostegno e della presenza delle istituzioni. Un sostegno che, oggi, sentiamo essere venuto a mancare”.
Proseguendo nel suo appello, il primo cittadino gelese ha ribadito: “La nostra richiesta è semplice ma fondamentale: l’ospedale non può morire. L’ospedale deve curare. E per farlo ha bisogno di medici, professionisti, personale e risorse. Non ci fermeremo. Continueremo questa battaglia pacifica con determinazione, fino a quando non arriveranno risposte concrete e impegni chiari per il futuro della sanità a Gela. Il Vittorio Emanuele non si tocca – ha concluso – e Gela non si arrende”.

