Salute

Sanità, De Luca a Gela: “Schifani si svegli; il “Vittorio Emanuele è al collasso; servono personale, posti letto e risorse”

Redazione 1

Sanità, De Luca a Gela: “Schifani si svegli; il “Vittorio Emanuele è al collasso; servono personale, posti letto e risorse”

Gio, 20/08/2026 - 18:14

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«Schifani sveglia, ti ricordi della sanità siciliana?» A lanciare l’affondo è Cateno De Luca, leader di Sud chiama Nord, che questa mattina si è recato a Gela al fianco del sindaco Terenziano Di Stefano e della comunità che da settimane denuncia le gravissime condizioni in cui versa l’ospedale Vittorio Emanuele.

«Sono venuto a Gela per stare al fianco del sindaco e di una comunità che sta combattendo una battaglia sacrosanta per il diritto alla salute. Quello che sta accadendo all’ospedale Vittorio Emanuele non può più essere derubricato a una semplice carenza organizzativa: siamo di fronte al progressivo svuotamento di un presidio sanitario fondamentale per un intero territorio. Manca il personale, i posti letto effettivamente disponibili non raggiungono nemmeno il 50 per cento di quelli previsti dalla programmazione regionale e in diversi reparti si lavora con organici ridotti all’osso e attrezzature obsolete o non funzionanti. E allora la domanda al presidente Schifani è molto semplice: con tutti questi soldi che il suo Governo continua a rivendicare, quando ci si ricorderà di investirli nella sanità siciliana? A cosa serve vantarsi del miglioramento del rating e degli avanzi di bilancio se poi un cittadino colpito da infarto o ictus deve essere trasferito altrove perché il suo ospedale non dispone dei servizi necessari? I conti possono anche migliorare sulla carta, ma la vera misura di un Governo è la qualità dei servizi che riesce a garantire ai siciliani».

De Luca richiama quindi alcuni dei dati denunciati dall’Amministrazione comunale di Gela. «Il quadro è impressionante. Al Pronto Soccorso risultano appena due medici in servizio rispetto ai 14 previsti in pianta organica. L’Emodinamica non è prevista dalla rete ospedaliera e, in caso di infarto, il riferimento è Caltanissetta, distante circa 75 chilometri e oltre un’ora di percorrenza. La Stroke Unit di Neurologia, nonostante sia prevista sin dal 2017, non è mai stata attivata, con conseguenze evidenti sulla possibilità di trattare tempestivamente ictus ed emorragie cerebrali. Anche sul fronte dei politraumi la situazione è critica a causa della persistente carenza di medici nell’Unità operativa complessa di Ortopedia. Non si effettuano ricoveri nelle UOC di Oncologia e Nefrologia, mentre Psichiatria è chiusa dal 2021. Ginecologia e Ostetricia può contare su soli quattro medici rispetto ai nove previsti, Chirurgia su tre rispetto ai dieci previsti. Una condizione di grave sofferenza che riguarda praticamente tutti i reparti. E poi c’è il dato che fotografa meglio di qualsiasi parola la situazione: il decreto assessoriale 22/2019 prevede per il Vittorio Emanuele 242 posti letto, mentre quelli presenti sono meno di 130. Questo non è un ospedale che deve essere lentamente accompagnato verso il ridimensionamento. È un ospedale che deve essere rimesso nelle condizioni di funzionare».

De Luca annuncia quindi un’iniziativa parlamentare alla ripresa dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana. «Quando l’ARS tornerà a riunirsi e si discuteranno le variazioni di bilancio, presenteremo una proposta specifica per l’ospedale di Gela. Vogliamo capire chi avrà il coraggio di voltarsi dall’altra parte. Se esistono davvero i miliardi di avanzo di cui il Governo regionale continua a parlare, allora una parte di quelle risorse deve essere destinata immediatamente alla sanità e al potenziamento degli ospedali che oggi versano nelle condizioni più critiche. E Gela deve avere una priorità particolare. Parliamo di una città che per decenni ha pagato sulla propria pelle il prezzo dell’industrializzazione e che ancora oggi attende quelle compensazioni che le spettano. Gela ha già dato tanto alla Sicilia. Adesso è la Regione che deve restituire qualcosa a Gela. E si cominci dal diritto più elementare: poter essere curati dignitosamente nel proprio territorio. Schifani si svegli: la sanità siciliana non si cura con gli annunci, con i rating o con i miliardi lasciati sulla carta. Si cura con medici, posti letto, reparti funzionanti, tecnologie moderne e risorse investite dove servono. Ora».

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