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Caltanissetta. Morto Tony Maganuco, dalla musica a “Tony Accesi”: una vita vissuta tra spettacolo e informazione

Redazione

Caltanissetta. Morto Tony Maganuco, dalla musica a “Tony Accesi”: una vita vissuta tra spettacolo e informazione

Trovato senza vita nella sua abitazione di via San Giuliano. Da giorni non rispondeva al telefono. Se ne va un uomo che ha attraversato decenni di vita nissena, portando in città grandi artisti e raccontando, negli ultimi anni, la sua Caltanissetta dai microfoni di Radio CL1
Ven, 21/08/2026 - 11:16

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Ci sono persone che finiscono per diventare parte del paesaggio umano di una città. Tony Maganuco era una di queste. La sua voce, le sue idee, le sue battaglie, la musica, gli spettacoli, quella passione a volte impetuosa per Caltanissetta: per tanti anni Tony ha attraversato la vita della città senza mai essere una presenza discreta. Era nel suo carattere esserci, discutere, proporre, arrabbiarsi, entusiasmare ed entusiasmarsi.
Oggi quella voce si è spenta.
Tony Maganuco è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via San Giuliano. Da alcuni giorni non dava più notizie e non rispondeva alle telefonate del fratello Peppe Azzaro. La preoccupazione è cresciuta fino all’intervento di oggi della Polizia e alla drammatica scoperta all’interno dell’abitazione.
Al momento non si conoscono le cause del decesso. Saranno gli accertamenti a chiarire cosa sia accaduto. Ma davanti alla notizia della sua morte, per chi lo conosceva, inevitabilmente i ricordi corrono molto più indietro nel tempo.
Corrono a un Tony giovanissimo, ancora studente al liceo classico, quando già aveva dentro quella passione per lo spettacolo che avrebbe accompagnato una parte enorme della sua vita. La musica per lui non era soltanto musica. Era un modo per immaginare una Caltanissetta diversa, capace di ospitare i grandi nomi dello spettacolo nazionale e di vivere serate che sarebbero poi rimaste nei ricordi di intere generazioni.


Da imprenditore e manager dello spettacolo riuscì a portare in città alcuni dei più importanti artisti italiani. Da Pat Metheny e Pino Daniele allo stadio Tomaselli, fino ai tanti protagonisti della musica e dello spettacolo che negli anni arrivarono a Caltanissetta grazie alla sua attività. Dietro quei palchi, quelle luci che si accendevano e quelle piazze che si riempivano c’era spesso Tony Maganuco.
Lo spettacolo diventò la sua professione e lo portò anche lontano dalla sua città. Si trasferì a Roma, continuando lì la propria attività imprenditoriale e frequentando quel mondo che aveva inseguito fin da ragazzo. Ma Caltanissetta, in qualche maniera, rimaneva sempre il punto da cui partire e al quale tornare.


Poi, con il passare degli anni, un’altra passione prese sempre più spazio. Forse sarebbe più corretto dire che quella passione c’era sempre stata, perché Tony era cresciuto respirando giornalismo e informazione dentro casa.
Il padre Egidio Maganuco, giornalista e caporedattore del Giornale di Sicilia, apparteneva a quella generazione di cronisti che negli anni Settanta raccontava quotidianamente la città. La madre Nuccia Grosso proveniva anch’essa da una famiglia nella quale il giornalismo aveva un ruolo centrale. Suo fratello Pippo Grosso, zio di Tony, giornalista e direttore responsabile della storica Radio CL1, rappresentava un altro pezzo importante di quella storia.
Forse era inevitabile che prima o poi Tony finisse davanti a un microfono.
E davanti a quel microfono trovò una nuova dimensione. Nacque “Tony Accesi”, la sua trasmissione su Radio CL1, che negli ultimi anni era diventata un appuntamento molto seguito. Il titolo, in fondo, raccontava già molto di lui: Tony era uno che amava accendere discussioni, riflettori, curiosità.


Parlava della sua città, dei suoi problemi, delle cose che non funzionavano. Raccoglieva segnalazioni, ascoltava, commentava, polemizzava. Lo faceva con il suo stile, senza mezze misure, talvolta dividendo le opinioni. Ma dietro quella voce c’era quasi sempre lo stesso sentimento: l’amore per Caltanissetta e il desiderio di vederla migliore.
Non era un giornalista iscritto all’Ordine, ma il richiamo dell’informazione apparteneva alla sua storia familiare e personale. Seguiva, a modo suo, una strada che aveva visto percorrere prima di lui dal padre Egidio e dallo zio Pippo.
Oggi rimangono tanti Tony nella memoria di Caltanissetta. C’è il ragazzo innamorato della musica. C’è l’imprenditore dello spettacolo che sognava in grande. C’è l’uomo che partì per Roma. C’è l’organizzatore dietro le quinte mentre sul palco si esibivano artisti conosciuti in tutta Italia. E poi c’è il Tony degli ultimi anni, quello davanti al microfono di Radio CL1, con le cuffie, le telefonate, le discussioni e quella voglia inesauribile di parlare della sua città.


Una città che Tony Maganuco ha raccontato, criticato, difeso e soprattutto amato.
Le cause della sua morte dovranno ancora essere chiarite. Oggi, però, resta soprattutto il silenzio lasciato da una voce che per tanti anni ha fatto rumore.
E per uno come Tony, che aveva trascorso la vita tra palchi, musica, luci e microfoni accesi, forse è proprio questo silenzio improvviso a fare più male.

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