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“Perché questa sera tifo Spagna”: la riflessione politica di Alessandro Pagano sulla finale mondiale

Redazione

“Perché questa sera tifo Spagna”: la riflessione politica di Alessandro Pagano sulla finale mondiale

L'ex parlamentare legge la sfida tra Spagna e Argentina non soltanto in chiave sportiva, ma anche attraverso i cambiamenti politici e culturali degli ultimi quattro anni
Dom, 19/07/2026 - 14:25

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La finale mondiale tra Spagna e Argentina non rappresenta soltanto l’ultimo atto della competizione calcistica più importante. Attorno alla partita si intrecciano anche valutazioni politiche, culturali e identitarie che vanno ben oltre il risultato del campo.
A proporre una lettura personale della sfida è l’onorevole Alessandro Pagano che, attraverso il proprio profilo Facebook, spiega le ragioni per le quali questa sera sosterrà la Spagna, diversamente da quanto avvenuto quattro anni fa, quando il suo tifo era rivolto all’Argentina.

Mondiali di calcio: in attesa dell’Italia di Maldini, questa volta tiferò Spagna.

Quattro anni fa, il sistema voleva che i mondiali di calcio li vincesse la Francia, o comunque una nazione dalla forte connotazione multiculturale, neo islamica, caratterizzata da un immigrazionismo ideologico neo “woke”.
Quattro anni fa l’intera Italia (e io fra i tanti) e quasi tutto il mondo, tifò per l’Argentina, non solo perché rappresentava il modello opposto: paese monoculturale, di fede cattolica (sia pure post), con una immigrazione sana e ammirevole,che si era spostata dall’altra parte dell’oceano per riscattare con il lavoro, una vita che nella Patria di origine era diventata miserevole ed emarginata.
Il simbolo di quella nazionale biancoceleste nonchè di questi processi culturali era proprio il numero 10 della nazionale Bianco Celeste. Lionel Messi infatti era di origine italiana, veniva da una famiglia umile e, senza mai montarsi la testa, si era riscattato con il duro lavoro.
Passano 4 anni e il Sistema decide di cambiare schema. Stavolta i mondiali devono essere vinti da una Nazione politicamente vicina ai padroni di casa degli Usa. Una Nazione che incarni il Capitalismo più estremo (e un presidente Milei, alleato intimo di Israele. Non sono mancati ovviamente gli aiuti arbitrali a dir poco imbarazzanti e le sponsorizzazioni che Usa e Israele non hanno fatto mancare.
Ma ecco che magicamente come se ci fosse stato un specie di passa parola, gli italiani questa volta in larga parte non tiferanno per gli argentini, ma per gli spagnoli.
In fondo anche se il premier spagnolo, il socialista Pedro Suarez non è più amato dagli spagnoli (sta naturalizzando 500.000 mila immigrati per ottenere il loro voto), per gli italiani la Spagna rimane pur sempre un paese fratello: latino come noi, sempre vicino alle nostre tradizioni (il Sindaco di Madrid ha appena varato leggi locali per favorire la vita nascente e diminuire gli immigrati clandestini), ma che soprattutto dal 2008 sciorina gioco spettacolare, nuove tattiche e soprattutto, che non ha mai avuto favori arbitrali imbarazzanti per non dire scandalosi.

La riflessione di Alessandro Pagano trasforma così la finale tra Spagna e Argentina in qualcosa di più di una semplice sfida calcistica. Il confronto tra le due Nazionali diventa, nella sua lettura, il simbolo di due differenti visioni politiche, culturali e sociali.
Il verdetto sportivo arriverà dal campo, ma per Pagano la scelta è già compiuta: questa sera il suo tifo sarà per la Spagna, nell’attesa che l’Italia possa tornare presto a occupare il posto che le spetta nel grande calcio mondiale.

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