Salute

Cardinale: “Da Caltanissetta può partire il nuovo modello di Forza Italia. Serve un partito radicato, democratico e protagonista nei territori”

Redazione

Cardinale: “Da Caltanissetta può partire il nuovo modello di Forza Italia. Serve un partito radicato, democratico e protagonista nei territori”

L'ex Ministro della Repubblica analizza la riorganizzazione voluta dal commissario regionale Nino Minardo: "Oggi più che mai serve una classe dirigente forte, preparata e vicina ai cittadini".
Sab, 18/07/2026 - 10:37

Condividi su:

La riunione dei quadri dirigenti e degli amministratori di Forza Italia della provincia di Caltanissetta, svoltasi nei giorni scorsi all’Hotel Ventura e presieduta dal commissario regionale del partito, Nino Minardo, ha segnato l’avvio di una nuova fase organizzativa per gli azzurri in Sicilia. Nel corso dell’incontro sono state definite e consolidate le linee guida del nuovo assetto provinciale, individuando le figure chiamate, a partire dal prossimo mese di settembre, a guidare la ripresa dell’attività politica e organizzativa sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare il radicamento del partito e affrontare con una struttura rinnovata le future sfide politiche.
Per approfondire il significato di questa riorganizzazione, la redazione de Il Fatto Nisseno ha raggiunto telefonicamente l’onorevole Salvatore Cardinale, già Ministro della Repubblica e tra le figure di maggiore esperienza della politica siciliana. Ne è nata una riflessione sul presente e sul futuro di Forza Italia, sul ruolo dei territori nella costruzione del partito e sulla convinzione che il percorso avviato a Caltanissetta possa rappresentare un modello organizzativo capace di rafforzare l’intera struttura regionale.

Onorevole Cardinale, nel corso della riunione dell’Hotel Ventura il commissario regionale Nino Minardo ha voluto ricordare il profondo rapporto di amicizia che vi lega, definendola un “padre nobile” di Forza Italia. Che significato attribuisce a quelle parole?

«Voglio bene a Nino e lo stimo per le sue grandi doti morali, per la sua intelligenza e per le sue capacità. Ha accettato un compito gravosissimo, delicato e complesso per spirito di servizio e amore per il partito. Non ho alcun dubbio che otterrà i risultati sperati. Per la parte che mi riguarda non mancherò di offrire il mio contributo.»
Quali sono oggi gli obiettivi che Forza Italia deve raggiungere?
«Forza Italia, secondo me, è un partito che ha bisogno di cambiare la sua pelle, il suo approccio con il territorio, le sue regole di ingaggio con gli elettori e con la società tutta.»


Quando parla di un partito che deve “cambiare pelle”, cosa intende concretamente?

«Paradossalmente il movimento che ha determinato nel 1994 il crollo dei partiti di centro, sostituendosi ad essi, oggi si deve dare la missione di reinterpretarne il ruolo e le funzioni. Tuttavia senza perdere di vista gli obiettivi politici della sfida che Berlusconi lanciò in un Paese che si avviava verso sinistra con la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto, una sfida audace che lui stesso chiamò “rivoluzione liberale”.»

Le pare davvero possibile realizzare questa trasformazione?

«Se Forza Italia vuole crescere ed occupare lo spazio del riformismo liberale, cattolico, socialista e laico risorgimentale, che offre la possibilità di costruire solide fondamenta alla casa dei moderati di centro, non ha alternative.»

Ma tutto questo, concretamente, come può avvenire?

«Occorre prendere atto che Berlusconi è stato unico ed è irripetibile. Solo lui era in grado di cogliere le ansie e le attese della nostra società e formulare risposte che venivano condivise da tanti milioni di italiani. Affabulava, convinceva anche con la sua azione di governo e portava i cittadini alle urne ottenendone vasti consensi. Pensare di ripetere tutto ciò oggi è da ingenui sognatori.»


Qual è allora il modello sul quale costruire la Forza Italia del futuro?

«Quello che sperimentiamo a Caltanissetta, che vede impegnate le migliori energie a tutti i livelli per dare una forte spinta dal basso. Coinvolge la periferia e fa sentire protagonisti tutti gli attori, dai semplici iscritti agli eletti, dai consiglieri comunali agli assessori, dai sindaci al presidente della Provincia sino ai parlamentari nazionali e regionali.
Una struttura democratica e aperta che dia voce a tutti coloro che hanno bisogno di esprimere le proprie opinioni e consolidare la convinzione di poter essere parte attiva di un processo decisionale capace di assicurare le risposte possibili.»

Quindi quello di Caltanissetta può diventare un modello da esportare nel resto della Sicilia?

«La Sicilia è sempre stata una terra che ha saputo vedere lontano, un laboratorio di idee che spesso ha influenzato le dinamiche nazionali. Oggi, con un corpo elettorale che si reca alle urne in numero sempre più ridotto e con le spinte populiste e demagogiche che fanno leva sulla pancia dolente degli italiani ottenendo consensi spropositati, c’è assolutamente bisogno di partiti che si organizzino nel territorio, recuperando il rapporto con i cittadini attraverso una classe dirigente sempre più avveduta e seria. È anche così che si forma e cresce la classe politica dirigente di un Paese.»

A Caltanissetta saranno in grado di rispondere ad aspettative così importanti?

«Io credo di sì, perché conosco bene tutti i soggetti interessati: dalla parlamentare regionale Rosetta Cirrone Cipolla, che coordinerà la struttura, al presidente della Provincia Walter Tesauro, fino ai componenti dell’esecutivo Gianluca Miccichè, Rosario Sorce e Salvatore Sardella, che guideranno il partito insieme alla direzione provinciale, nella quale saranno impegnati i sindaci, i segretari sezionali, i presidenti dei Consigli comunali e i capigruppo.
Sarà molto importante anche il lavoro dei responsabili dei movimenti interni: Marcello Mirisola per i Giovani, Nadia Gnoffo per le Donne e Lillo Giardina per i Seniores.»

Una struttura così ampia e articolata non rischia di creare contrapposizioni interne?

«Ci sarà, e ci deve essere, discussione, anche animata, all’interno del partito. Ma le regole democratiche che lo sorreggono faranno certamente rientrare tutto all’interno di una dialettica capace di produrre politica.
In ogni caso, l’onorevole Nino Minardo, che rimane il punto di riferimento di questo percorso di riorganizzazione, saprà separare il grano dal loglio.»

Dalle parole dell’onorevole Salvatore Cardinale emerge una visione politica che guarda ben oltre il semplice riassetto organizzativo. Per l’ex Ministro della Repubblica, la sfida di Forza Italia non consiste soltanto nel rinnovare i propri organismi dirigenti, ma nel ricostruire un rapporto autentico con i territori, valorizzando il confronto democratico e formando una nuova classe dirigente capace di interpretare i bisogni delle comunità.
In questa prospettiva, il modello organizzativo delineato a Caltanissetta rappresenta, secondo Cardinale, un laboratorio politico destinato ad assumere un valore più ampio. Una struttura partecipata, aperta e radicata, nella quale amministratori, iscritti, dirigenti e rappresentanti istituzionali siano protagonisti di un progetto comune. È da questo percorso, conclude l’ex Ministro, che Forza Italia può costruire una nuova stagione politica in Sicilia, con solide basi organizzative e una rinnovata capacità di interpretare le esigenze dei cittadini.

banner italpress istituzionale banner italpress tv