Oltre 1.070 grandi incendi boschivi hanno interessato l’Italia tra il 1 gennaio e il 28 luglio 2026, percorrendo circa 741 chilometri quadrati di territorio, un’estensione paragonabile a quella dell’intera provincia di Lodi. Quasi il 14% della superficie bruciata era coperta da ecosistemi forestali, mentre Sicilia, Calabria e Puglia concentrano da sole il 73% dell’area complessivamente interessata dal fuoco. E’ quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del sistema di monitoraggio degli effetti degli incendi boschivi sviluppato da Ispra, basato sulle osservazioni multispettrali dei satelliti Copernicus Sentinel-2 e sulla banca dati europea EFFIS. Il monitoraggio evidenzia che la stagione degli incendi sta assumendo dimensioni rilevanti anche nel resto d’Europa. Nella seconda meta’ di luglio la superficie percorsa dal fuoco e’ cresciuta fino a circa 225 chilometri quadrati al giorno, un ritmo equivalente a due volte al giorno la superficie del Comune di Parigi. Gli andamenti piu’ marcati si registrano in Spagna, Francia e Italia, anticipando il periodo che tradizionalmente coincide con il picco stagionale degli incendi, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Tra gli eventi piu’ estesi figurano il grande incendio ancora attivo nella provincia spagnola di vila, dove le fiamme hanno gia’ interessato oltre 440 chilometri quadrati di territorio, e quello nella provincia di Guadalajara, con circa 330 chilometri quadrati gia’ percorsi dal fuoco. In Francia continua inoltre il vasto incendio nella Gironda, che ha superato i 400 chilometri quadrati di superficie bruciata e continua a minacciare le aree limitrofe a Bordeaux. In Italia gli incendi hanno colpito prevalentemente aree prative permanenti, con circa 451 chilometri quadrati, pari al 61% della superficie totale interessata, seguite da 119 chilometri quadrati di aree agricole, corrispondenti al 16% del totale.
Per quanto riguarda gli ecosistemi forestali, sono stati percorsi dal fuoco circa 37 chilometri quadrati di boschi a latifoglie sempreverdi, tra cui leccete e macchia mediterranea, e 24 chilometri quadrati di boschi di conifere, comprese pinete e abetaie. La Sicilia e’ la regione piu’ colpita con circa 510 chilometri quadrati di superficie bruciata, seguita da Calabria con 78 chilometri quadrati e Puglia con 48 chilometri quadrati. Le tre regioni risultano anche quelle che hanno subito i maggiori danni agli ecosistemi forestali. L’evento piu’ rilevante finora registrato interessa la provincia di Agrigento, dove diversi focolai sviluppatisi in vari comuni hanno coinvolto complessivamente 67 chilometri quadrati di territorio, pari a oltre 9.400 campi da calcio regolamentari. Nel mese di luglio incendi significativi hanno interessato anche aree naturali protette. Tra il 5 e il 7 luglio le fiamme hanno percorso circa 2,38 chilometri quadrati nell’Alta Valle Soana, all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, interessando prevalentemente formazioni prative a rododendro. Tra il 20 e il 21 luglio un vasto incendio ha colpito il versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino, coinvolgendo circa 14 chilometri quadrati, con impatti soprattutto sulle aree prative e sulla macchia mediterranea, mentre piu’ contenuti sono risultati i danni agli ecosistemi forestali. “Per contrastare gli incendi boschivi, che rappresentano una delle principali minacce per il nostro patrimonio naturale, e’ fondamentale continuare a investire nella conoscenza e nel monitoraggio – afferma la presidente di Ispra e Snpa, Maria Alessandra Gallone – la prevenzione resta l’arma piu’ efficace: significa adottare comportamenti responsabili, sensibilizzare cittadini e comunita’ locali e promuovere una sempre piu’ stretta collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti”. La presidente rivolge inoltre “un sincero ringraziamento” al personale impegnato ogni giorno nelle attivita’ di contrasto agli incendi, sottolineando che “la tutela delle foreste e’ una responsabilita’ condivisa che richiede l’impegno di istituzioni, comunita’ e cittadini”.

