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Lo studio: “Con denti e gengive malate aumentano patologie croniche”. La prevenzione riduce i costi del Ssn

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Lo studio: “Con denti e gengive malate aumentano patologie croniche”. La prevenzione riduce i costi del Ssn

Ven, 26/06/2026 - 13:56

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(Adnkronos) – "La cattiva salute orale non genera soltanto costi odontoiatrici, ma può comportare complicazioni cliniche e avere un impatto anche sui costi per altre patologie correlate, come il diabete e le malattie cardiovascolari, proprio le aree cliniche che oggi assorbono una quota crescente della spesa sanitaria". È l’aspetto principale che emerge dalla nuova 'umbrella review' (Salute orale: scenari globali e prospettive) realizzata dall’Università Bocconi, sulla base di 106 studi pubblicati negli ultimi dieci anni. L’indagine è stata presentata durante il Congresso Internazionale della salute orale (Ciso), promosso da Curasept in occasione dei suoi 25 anni, che si è tenuto a Roma, all’Auditorium della Conciliazione e alla Camera dei Deputati. Un doppio appuntamento – moderato nella sua cerimonia conclusiva da Susanna Lemma, Tg1 – a cui hanno partecipato, tra gli altri, Annarita Patriarca, Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera, Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari sociali, Francesco Billari, il magnifico Rettore dell’Università Bocconi, e le personalità più autorevoli della comunità scientifica, italiana e internazionale, del settore della salute orale. Nel corso del Congresso, le società scientifiche European Federation of Periodontology (Efp), Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIDP), Associazione Igienisti Dentali Italiani (Aidi), Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), Federazioni delle Associazioni dirigenti ospedalieri Interni (Fadoi), Società Italiana di Chirurgia (Sic), Società Italiana odontoiatria Infantile (Sioi), Società Italiana di Patologia e Medicina Orale (Sipmo), Società Italiana Unitaria di EndocrinoChirurgia (Siuec), Unione Nazionale Igienisti Dentali (Unid) hanno siglato il primo Manifesto della salute orale per ribadire un concetto chiave: investire in prevenzione e promozione della salute orale genera benefici non solo clinici, ma anche economici e sociali. Un’iniziativa accolta dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, che in un messaggio inviato al Ciso ha dichiarato: “La salute orale è parte integrante della salute della persona, per questo deve essere pienamente inserita nelle strategie di prevenzione e promozione della salute. Questa visione è coerente con l'impegno del Ministero della Salute per una sanità che metta al centro la persona nella sua interezza e che consideri la prevenzione come il più importante investimento per il futuro, per migliorare la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Accolgo con interesse il Manifesto che oggi viene sottoscritto, che rappresenta un passo significativo verso una più stretta collaborazione tra comunità scientifica, professionisti della salute e istituzioni”.  I numeri confermano l'urgenza del fenomeno. "In Europa, i casi di diabete tra i 20 e i 79 anni sono passati da 22,4 milioni nel 2000 a 65,6 milioni nel 2024. In Italia sono aumentati da 3,1 a 5 milioni di persone, raggiungendo una prevalenza del 7% della popolazione adulta. Una crescita che rende sempre più necessaria l'integrazione della salute orale nei percorsi di gestione delle cronicità. Inoltre, in Europa persistono disuguaglianze significative nell’accesso alle cure odontoiatriche: nel 2024 le persone a rischio povertà rinunciano alle cure quasi tre volte più spesso rispetto al resto della popolazione. La salute orale si configura quindi anche come questione di equità, accessibilità e sostenibilità dei sistemi sanitari", sottolinea la nota.  "L’analisi dell’Università Bocconi, inserendosi nella strategia globale dell'Oms 2023-2030 – che considera la salute orale una componente essenziale della salute generale – evidenzia che gli interventi più efficaci sono quelli multicomponente, capaci di combinare educazione sanitaria, prevenzione clinica, coinvolgimento di famiglie e caregiver, programmi scolastici e strumenti di supporto comportamentale. In particolare, le evidenze risultano solide per bambini e adolescenti, mentre emerge la necessità di rafforzare ricerca e interventi rivolti ad anziani, persone fragili e pazienti cronici". Secondo lo studio, il contesto europeo richiede oggi un cambio di paradigma: "superare una visione limitata alla cura specialistica e integrare la salute orale nelle strategie di prevenzione, nell'assistenza territoriale e nella gestione delle cronicità. La sfida dei prossimi anni sarà sviluppare modelli assistenziali capaci di valutare non solo gli effetti clinici degli interventi, ma anche il loro impatto economico, sociale e organizzativo. Solo così la salute orale potrà diventare parte integrante delle politiche di sanità pubblica e contribuire alla costruzione di sistemi sanitari più preventivi, sostenibili ed equi". La crescente attenzione verso la salute orale trova conferma anche a livello internazionale. 'The Economist Enterprise' (la divisione di 'The Economist' che si occupa di ricerca) ha dedicato una pubblicazione al titolo 'Winning margins, The impact of oral health on athlete performance' al rapporto tra salute orale e prestazioni sportive, ulteriore testimonianza di come lo stato di salute di denti e gengive venga oggi considerato un fattore rilevante per il benessere generale della persona. "Come dimostrato nel servizio, una scarsa salute orale contribuisce a una ridotta capacità di recupero dopo l’esercizio fisico, all’affaticamento cronico e a una minore prontezza agonistica e di allenamento, mentre una buona salute orale può favorire una maggiore forza fisica, resistenza ed equilibrio", conclude la nota.  
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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