SAN CATALDO. “È davvero inaccettabile assistere a chi presenta iniziative apparentemente utili e condivisibili, salvo poi, quando arriva il momento di approvare atti concreti, scegliere di bocciarli”. Lo afferma il gruppo consiliare Libertà è Partecipazione che sostiene il sindaco in consiglio comunale. “Leggere oggi proclami sulla solidarietà, sul sostegno alle famiglie in difficoltà e persino sull’ipotesi di una riduzione della TARI lascia, francamente, più rabbia che entusiasmo.
Perché – prosegue la nota – una cosa è scrivere un Ordine del Giorno pieno di buone intenzioni, parlare di recupero delle eccedenze alimentari, di Terzo Settore, di campagne nelle scuole e di una possibile riduzione della TARI. Altra cosa è assumersi la responsabilità di approvare provvedimenti concreti. E allora restiamo ai fatti.
La vera proposta di riduzione della TARI, con particolare attenzione alle famiglie numerose è stata avanzata dall’amministratore COMPARATO ed è stata portata all’attenzione del Consiglio Comunale nella seduta del 30 luglio. E cosa è successo? Il gruppo “Riprendiamoci la Città”, guidato dal consigliere Modaffari, ha BOCCIATO il Pef e quindi le riduzioneTARI. Questo è un fatto!
Ed è proprio per questo che appare quantomeno contraddittorio leggere oggi dichiarazioni sulla necessità di aiutare le famiglie attraverso ipotetiche future riduzioni della TARI. Se davvero si vuole sostenere chi è in difficoltà, non servono slogan ad effetto, post sui social o iniziative costruite su procedure complesse e su riduzioni “possibili”. Servono atti concreti, voti coerenti e responsabilità. Non si può parlare continuamente di solidarietà e poi bocciare proprio quelle misure che incidono concretamente sulla vita delle famiglie.
La solidarietà – ha concluso il gruppo consiliare Libertà è partecipazione – non si dimostra con gli slogan: si dimostra quando arriva il momento di votare. E il 30 luglio, davanti a una concreta proposta di riduzione della TARI per I SANCATALDESI, i fatti hanno parlato molto più chiaramente di qualsiasi post. San Cataldo ha bisogno di meno propaganda e più fatti!”.

