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Italia Nostra: «La statua della Madonna collocata sullo scoglio del litorale di  Manfria va rimossa»

Redazione 1

Italia Nostra: «La statua della Madonna collocata sullo scoglio del litorale di  Manfria va rimossa»

Lun, 17/08/2026 - 14:17

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Riceviamo e pubblichiamo nota del vice presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, il prof. Leandro Janni, in merito alla questione legata alla presenza della statua della Madonna sullo scoglio principale del litorale di Manfria a Gela.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto – alquanto incredibile! – che sullo scoglio principale del litorale di Manfria (Gela) qualcuno ha impiantato una statua della Madonna, corredata persino da un piccolo pannello solare. A quanto pare, la collocazione della statua sarebbe avvenuta in assenza delle necessarie   autorizzazioni da parte delle autorità competenti: il Demanio Marittimo ma anche la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali e persino l’Assessorato al Territorio e Ambiente. Questo, considerato il fatto che l’area costiera e circostante è sottoposta a vincolo ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) e da decreti della Regione Siciliana (come il decreto di tutela della zona di Manfria e Poggio Arena). La zona, inoltre, è riconosciuta come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale.

Nel 2005, chi scrive, allora componente della Commissione Provinciale per la tutela delle Bellezze Naturali e Panoramiche della Provincia di Caltanissetta (presieduta dalla prof.ssa Rosalba Panvini) e gli altri membri della Commissione, avanzammo la proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art.138 del D.lg. n.42/05 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), del tratto costiero compreso tra le zone di “Falconara” (Butera) e “Manfria” (Gela). La proposta fu approvata e dunque fu decretato il vincolo paesaggistico.

Cito testualmente la prima parte del verbale relativo alla riunione della Commissione Provinciale per la tutela delle Bellezze Naturali e Panoramiche della Provincia di Caltanissetta, del 22 settembre 2005: «TRATTO COSTIERO COMPRESO TRA LE ZONE DI “FALCONARA” (Butera) E “MANFRIA” (Gela) Premessa – L’area in esame, interessata dalla proposta di vincolo, comprende l’intera fascia costiera compresa tra le zone già dichiarate di notevole interesse pubblico costituite dalle località di Manfria (D.A. n.15 del 21/1/1987), in territorio di Gela e del castello di Falconara ed adiacenze (D.A. n. 1431 del 9/7/1988) in territorio del comune di Butera. La necessità di saldare le aree suddette, con una semplice estensione dei preesistenti vincoli paesaggistici, risulta particolarmente opportuna in presenza di una crescente pressione antropica (zona P.I.P. del comune di Butera, progetti per insediamenti turistico-alberghieri, tunnel per colture ortive, abusivismo edilizio, svincolo SSV Caltanissetta – Gela, ecc.) che, ove diversamente non contrastata e normata, rischierebbe di compromettere un tratto di spiaggia, sicuramente singolare nel panorama costiero siciliano, caratterizzato dallo straordinario spettacolo offerto dalle dune di c.da Desusino, ancora meritevole di essere sottoposto a speciale tutela. Si consideri inoltre che l’area risulta attraversata da ben tre distinti torrenti (Desusino, Rizzuto e Comunelli) censiti nell’elenco ufficiale delle acque pubbliche della provincia di Caltanissetta, le cui sponde, del resto, per una profondità di mt 150, sono già sottoposte a vincolo unitamente alla fascia di costa, per una profondità di mt 300, ai sensi dell’art. 138, lett. b) del T.U. in materia di Beni Culturali ed Ambientali, coprendo in tal modo circa il 40% dell’intera area.»

Insomma: è chiaro che in assenza delle necessarie autorizzazioni siamo di fronte a un abuso. Con tutto il rispetto per il valore simbolico della statua e la devozione verso la Madonna. Dunque, in attesa delle risultanze della autorità competenti, noi di Italia Nostra possiamo affermare che la statua della Madonna collocata sullo scoglio del litorale di Manfria va rimossa perché altera la naturalità del luogo e la sua identità paesaggistica e perché rappresenta un pericolo per l’incolumità dei bagnanti.

Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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