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Caso mazzette salme al Policlinico di Palermo, la Cassazione rimette tutto al Riesame: accolto il ricorso dell’avv. Castronovo

Redazione

Caso mazzette salme al Policlinico di Palermo, la Cassazione rimette tutto al Riesame: accolto il ricorso dell’avv. Castronovo

La Suprema Corte accoglie il ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Castronovo e annulla con rinvio il provvedimento cautelare disposto nei confronti di Marcello Gargano nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte mazzette per accelerare il rilascio delle salme al Policlinico di Palermo. Attesa per le motivazioni della sentenza.
Ven, 22/05/2026 - 21:24

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La sesta sezione della Cassazione ha annullato con rinvio ad altra sezione del Tribunale di Palermo l’ordinanza emessa il 15 dicembre scosso dal Gip Carmen Sallusti,con la quale erano stati imposti gli arresti domiciliari tra gl’altri a Marcello Gargano,di 64 anni,impiegato Ota del Policlinico di Palermo,essendo stato ritenuto partecipe di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di diverse ipotesi di concussione e corrruzione. In buona sostanza,secondo la Pubblica Accusa,i titolari di alcuni ditte funebri,pagavano delle mazzette per accelerare il rilascio delle salme dall’obitorio del Policlinico di Palermo,e per far ciò gli indagati avrebbero intascato delle somme di denaro,variabili tra i 50 e 100 euro a seconda del servizio espletato.In totale sarebbero stati accertati ben 49 casi di concussione e corruzione. I Giudici di legittimità,accogliendo il ricorso proposto dall’avv. Giovanni Castronovo,legale del Gargano,hanno annullato con rinvio in toto il provvedimento cautelare genetico,rimettendo la trattazione dell’intera vicenda dinnanzi ad altra sezione del Tribunale del riesame di Palermo. Non si conoscono le motivazioni,ma e’indubbio che questa pronuncia potrebbe influire significatamente sulla tenuta probatoria dell’intera vicenda. Ed infatti l’avv. Castronovo,nel corpo del suo ricorso ha sollevato diverse problematiche,sia di natura tecnico-giuridica(ossia la mancata trasmissione entro 5 giorni,da parte del Pm al Tribunale del riesame,degli interrogatori preventivi resi dai coindagati,all’assenza di esigenze cautelari per l’assenza del requisito dell’attualità,che legittimerebbe oggi un provvedimento restrittivo della libertà personale,a fronte di condotte poste in essere tra il gennaio e febbraio del 2024),che dubbi sulla sussistenza della gravità indiziaria,tanto con riferimento alla sussistenza della paventata associazione a delinquere,che in ordine alla configurabilità delle ipotesi di concussione e corruzione,trattandosi di mere regalie che erano soliti fare i titolari di imprese funebri ai dipendenti dell’obitorio del policlinico,i quali avevano il compito di supporto nelle vestizione delle salme,ma non quello di fare tutto ciò integralmente,svolgendo così una funzione non propria,che esulava dal loro incarico lavorativo. E ciò intanto perché all’interno del Policlinico di Palermo mancava la figura del necroforo,soggetto abilitato al compito della vestizione delle salme (e quindi gli indagati,svolgendo mansioni diverse e superiori,colmavano quel vuoto esistente nella pianta organica),ed inoltre era inibito l’accesso all’obitorio ai piani sotterranei dell’obitorio,ragion per cui solo il personale del Policlinico era autorizzato a farvi accesso.Certamente il deposito delle motivazioni della sentenza della Suprema Corte,potrebbe costituire un duro colpo all’impianto accusatorio,qualora dovesse essere ribadita la carenza indiziaria per tutti i reati ascritti al Gargano,e per l’effetto a tutti gl’altri coindagati.

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