Profili falsi online, come riconoscerli e cosa fare
Il problema non è nuovo, ma ha cambiato forma negli ultimi anni. Una volta bastava qualche foto rubata da un profilo social e un nome inventato. Oggi, con strumenti di intelligenza artificiale accessibili a chiunque, costruire un’identità digitale convincente richiede dieci minuti e nessuna competenza tecnica. Il risultato è che sulle piattaforme di annunci e di incontri proliferano profili che non corrispondono a nessuna persona reale, e distinguerli da quelli autentici è diventato più complicato.
Non tutte le piattaforme reagiscono allo stesso modo. Alcune ignorano il problema finché non emergono segnalazioni. Altre, come Evavip, che fa parte di un gruppo internazionale attivo nel settore, hanno scelto di integrare sistemi di verifica dell’identità come misura strutturale, non opzionale. Per chi utilizza questi servizi con frequenza, la differenza è evidente.
Che cos’è il catfishing e come funziona
Il termine viene dall’inglese e descrive la pratica di costruire un’identità falsa per ingannare qualcuno online. Le motivazioni variano: ottenere denaro, raccogliere dati personali, manipolare emotivamente una persona. In certi casi è il preludio a truffe elaborate, in altri a molestie o stalking. La costante è sempre la stessa: chi crea il profilo non è chi dice di essere.
Sulle piattaforme di annunci l’obiettivo è quasi sempre economico. Un profilo attraente, foto credibili, un tono rassicurante e professionale. L’utente si fida, paga un anticipo per un servizio che non vedrà mai. Il profilo sparisce, l’account viene eliminato, il denaro è irrecuperabile.
I segnali che vale la pena conoscere
Alcune cose, prese singolarmente, non indicano nulla. Insieme, formano un pattern riconoscibile.
Le foto sembrano uscite da un catalogo, troppo illuminate e troppo uniformi per essere scatti personali. Il profilo è stato creato da poco ma ha già molte interazioni, quasi tutte positive. Le risposte arrivano in modo meccanico, come copiate da un modello. Quando si chiede una videochiamata o qualsiasi forma di verifica, arriva puntuale una scusa plausibile ma mai verificabile.
Un altro segnale che merita attenzione è la pressione a spostare la conversazione fuori dalla piattaforma, verso canali di messaggistica privata dove i sistemi di controllo non arrivano. È quasi sempre lì che la truffa prende forma.
Cosa fanno le piattaforme serie per arginare il fenomeno
Le differenze tra una piattaforma e l’altra sono notevoli. Quelle più strutturate usano sistemi automatici per confrontare le immagini caricate con database di foto rubate o generate da AI. Alcune richiedono una verifica documentale prima di attivare un account. Altre analizzano i comportamenti degli utenti nel tempo per individuare pattern anomali.
La verifica tramite riconoscimento facciale, adottata da alcune piattaforme, confronta la foto del profilo con un documento d’identità reale. Non è un sistema infallibile, ma innalza concretamente la soglia d’ingresso per chi vuole creare identità false in serie. La differenza tra un sito con questi controlli e uno senza si vede subito nella qualità media dei profili presenti.
Il problema si concentra nelle città con più traffico
Nelle aree urbane con alta densità di utenti il fenomeno è più visibile. Chi usa piattaforme di annunci per trovare donne a Catania, o in altri centri siciliani, sa bene quanto sia difficile distinguere un profilo autentico da uno costruito con immagini prese altrove. La domanda alta e i controlli bassi creano le condizioni ideali per chi cerca di approfittarne.
Non si tratta di abbandonare questi strumenti. Si tratta di sapere quali piattaforme investono concretamente nella verifica e quali invece si limitano a pubblicare linee guida che nessuno controlla davvero.
Come verificare un profilo prima di fidarsi
Alcune operazioni semplici riducono il rischio. La ricerca inversa delle immagini, con Google Lens o strumenti simili, mostra se quella stessa foto compare altrove sul web con un nome diverso. Una videochiamata breve, anche di pochi minuti, è il modo più diretto per confermare che la persona esiste.
La regola più utile resta però la più scomoda: se una piattaforma permette di creare un profilo completo senza nessun tipo di verifica, il problema non è solo nell’utente disonesto. È nella scelta del servizio stesso. Capire questa differenza è il primo passo per usare questi strumenti in modo più consapevole.

