Salute

Coordinamento nisseno contro la violenza sulle donne: “Negli ultimi due mesi aumentate del 50% le richieste di aiuto di donne in provincia di Caltanissetta”.

Redazione 1

Coordinamento nisseno contro la violenza sulle donne: “Negli ultimi due mesi aumentate del 50% le richieste di aiuto di donne in provincia di Caltanissetta”.

Mer, 25/11/2020 - 07:54

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Coordinamento nisseno contro la violenza sulle donne: “Negli ultimi due mesi aumentate del 50% le richieste di aiuto di donne in provincia di Caltanissetta”.

CALTANISSETTA. Dopo il silenzio forzato ed inquietante durante il lockdown della scorsa primavera, le donne vittime di violenza domestica hanno ricominciato con forza, pur in una situazione di persistente emergenza sanitaria, a far sentire la loro voce.

In occasione della Giornata internazionale contro la violenza verso le donne, il Coordinamento nisseno rende pubblici i dati forniti dal Centro antiviolenza “Galatea e Il tulipano” di Caltanissetta, dove si è rilevato che negli ultimi due mesi vi è stato un incremento di più del 50%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, di richieste d’aiuto da parte di donne della provincia nissena.

Dal 1 gennaio 2020 sono state, infatti, circa 50 le vittime di violenza domestica ad aver contattato le operatrici del Cav, per averne un supporto psicologico e legale.

Di queste 50, al momento sono 34 i casi effettivamente seguiti dalle psicologhe, avvocate, assistenti sociali del Centro antiviolenza, di cui 23 online con le videochiamate.

“Non potendo in questa fase di grave situazione pandemica – dichiara Anna Giannone, portavoce del Coordinamento nisseno contro la violenza sulle donne – continuare con gli incontri in presenza, abbiamo fatto ricorso alle nuove tecnologie, che stanno dando buoni risultati. Le donne non si sentono abbandonate e, nonostante l’impossibilità di incontrare il team del Cav in presenza, riescono lo stesso ad interloquire a distanza”.

“Uno dei problemi – continua la Giannone – che dobbiamo affrontare è, però, quello del ridotto numero delle operatrici, tutte volontarie, del Cav. Al momento sono soltanto 9, ma ne servirebbero di più. Negli ultimi mesi ne sono state formate in realtà altre 20, ma a causa della pandemia non possono fare affiancamento, per cui stiamo aspettando la fine dell’emergenza sanitaria per poterle rendere operative e offrire così supporto ad un numero sempre maggiore di donne”.

“Un altro problema – aggiunge la Giannone – è quello legato alla difficoltà di accesso ai finanziamenti a causa di una burocrazia farraginosa e lenta, che comporta un’enorme fatica e spreco di tempo. Occorrerebbero in realtà una maggiore elasticità e tempi meno rigidi. Al momento i bilanci del Cav non sono in rosso per fortuna, perché negli anni abbiamo anche presentato diversi progetti, che poi ci sono stati finanziati, al distretto socio-sanitario n°8 di Caltanissetta, alla Regione siciliana e al Dipartimento per le pari opportunità; ma i documenti che dobbiamo produrre per la rendicontazione sono talmente tanti da sottrarci periodicamente non poche energie che potremmo destinare ad altro”.

“In occasione della Giornata internazionale contro la violenza verso le donne – afferma Ester Vitale, portavoce di Ondedonneinmovimento, una delle associazioni componenti il Coordinamento – non si può non denunciare la mancanza da parte dello Stato di un progetto serio per arginare e sconfiggere la violenza di genere e chiedere con forza che i Centri antiviolenza vengano stabilmente finanziati, perché non è pensabile che chi deve aiutare una donna a uscire da una situazione instabile e precaria, si trovi essa per prima in una perenne condizione di precarietà e instabilità”.

“Precarietà e instabilità – afferma Fabio Ruvolo, presidente della cooperativa Etnos, componente anch’essa del Coordinamento – che verifichiamo anche per quanto concerne progettualità e finanziamenti destinati ai Centri rifugio e alle borse lavoro, entrambi fondamentali per le donne che vogliono affrancarsi da una grave e insostenibile condizione familiare di violenze e sorprusi. Troppo formalismo e poco buon senso. Al momento non ci sono bandi per le borse lavoro e quindi stiamo anticipando ingenti somme per consentire ad 11 donne del nisseno di continuare a percepire le 600 euro mensili, in attesa che venga sbloccata la situazione.

“Per fortuna – continua Ruvolo – stiamo avendo grosse soddisfazioni dal Servizio ascolto per uomini maltrattanti (Saum), che comincia a dare i primi risultati. Sono, infatti, già 26 gli uomini che con diverse modalità hanno deciso di intraprendere un percorso che li dovrebbe condurre a trarsi e a trarre fuori dalla spirale di violenza in cui sono cadute le loro mogli, compagne, fidanzate. Finora non abbiamo avuto nessun caso di recidivo, speriamo continui così”.

Stamane anche le scuole, tra cui l’Istituto commerciale “Mario Rapisardi”, l’IISS “Luigi Russo” e la scuola media “Rosso di San Secondo”, stanno dedicando, sia a distanza che in presenza, ampio spazio al tema della violenza di genere.

“Da tempo – conclude Lidia Trobia, una delle socie fondatrici di Ondedonneinmovimento – andiamo nelle scuole a promuovere progetti volti all’educazione al rispetto tra i generi e finalmente ne stiamo vedendo i frutti, perché quest’anno le iniziative legate alla sensibilizzazione sul tema della lotta contro la violenza sulle donne non provengono soltanto da Istituzioni ed esperti/e esterne al mondo della scuola, ma dagli stessi docenti che autonomamente ma con competenza hanno intrapreso percorsi, anche pluridisciplinari, sul delicato e complesso argomento”.

I numeri telefonici per contattare le operatrici del Cav h24 sono i seguenti: 3801929687 e 0934563007.