CALTANISSETTA – Lo studente marocchino che scateno’ il panico alla mensa universitaria di Palermo lo scorso 9 aprile, gridando “Musulmani e cattolici fuori”, “non puo’ rimanere ancora al Centro di identificazione ed espulsione di Caltanissetta“, dove si trova dal 13 aprile. Lo dice la responsabile migranti della Cgil Palermo Buijou Nzirirane, che assieme al legale del giovane sta seguendo la vicenda. Il luogo di espulsione, infatti, “non e’ un posto adatto alle cure. Si deve assicurare il diritto alla salute in un posto idoneo: il ragazzo versa in condizioni di salute precarie, E’ come se un ragazzo con problemi psichici venisse curato da un mese in un carcere anziche’ in una struttura sanitaria”, aggiunge il legale Ilenia Grottadaurea. Dopo che il giudice di pace ha rigettato la richiesta di annullamento del provvedimento di espulsione, e aperto alla possibilita’ di un permesso di soggiorno per motivi di salute, l’avvocato sta valutando le vie da seguire, tra le quali il ricorso in Cassazione. Anche sui social e’ in corso una campagna per chiedere la liberazione del giovane.
Intanto si attende l’esito dell’istanza inoltrata a questura e prefettura per ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di salute. “Se l’istanza venisse accolta, il giovane sara’ curato in una idonea struttura finalizzata a fornirgli le cure necessarie. Poi i medici valuteranno la situazione e la tempistica necessaria per le cure da fornirgli”, prosegue l’avvocato del giovane. Il provvedimento del giudice non ritiene indifferibili e urgenti le cure, ma comunque rappresenta la necessita’ del ragazzo di ricevere dei trattamenti per la sua salute. Il giudice, viene spiegato, non ha tenuto conto del pregiudizio del ragazzo nel ritorno al paese d’origine, per via dei suoi problemi psichici, documentati dai medici dell’Asp di Palermo. Non ha ritenuto che si debba curare, ma riconosce la necessita’ di questi trattamenti.
Intanto si attende l’esito dell’istanza inoltrata a questura e prefettura per ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di salute. “Se l’istanza venisse accolta, il giovane sara’ curato in una idonea struttura finalizzata a fornirgli le cure necessarie. Poi i medici valuteranno la situazione e la tempistica necessaria per le cure da fornirgli”, prosegue l’avvocato del giovane. Il provvedimento del giudice non ritiene indifferibili e urgenti le cure, ma comunque rappresenta la necessita’ del ragazzo di ricevere dei trattamenti per la sua salute. Il giudice, viene spiegato, non ha tenuto conto del pregiudizio del ragazzo nel ritorno al paese d’origine, per via dei suoi problemi psichici, documentati dai medici dell’Asp di Palermo. Non ha ritenuto che si debba curare, ma riconosce la necessita’ di questi trattamenti.

