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Stop alle monetine in chiesa, l’offerta si fa con il pos

Redazione

Stop alle monetine in chiesa, l’offerta si fa con il pos

Dom, 14/06/2026 - 19:59

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Sarà in futuro sempre più raro vedere mani che frugano in borsa o nelle tasche, in pieno svolgimento della messa, per mettere la monetina nel cestino delle offerte. E si porrà fine anche alle buste di ‘ramini’ in sagrestia, le monete praticamente scomparse da ogni acquisto ma che sopravvivono nelle parrocchie, con i sacerdoti costretti ad andare in banca periodicamente per cambiare quegli spicci dei quali i fedeli ogni domenica cercano di disfarsi, usandoli per contribuire, così almeno ritengono, alle necessità della loro comunità ecclesiale.

L’offerta in chiesa diventa sempre più digitale. Dopo le esperienze già attive in tutta Italia, dalla basilica di Santa Maria Maggiore a Roma a quella di San Francesco ad Assisi, passando per la basilica di Sant’Ambrogio a Milano, ora si allinea alla novità anche la diocesi di Ancona. Al duomo di San Ciriaco e alla chiesa di Santa Maria della Piazza sono infatti arrivati ​​i primi totem per il pagamento elettronico delle offerte. È la prima iniziativa del genere nelle Marche, nata dalla collaborazione tra l’arcidiocesi di Ancona-Osimo e la Bcc di Ancona e Falconara Marittima.

I dispositivi consentono donazioni con bancomat o carta di credito, scegliendo tra importi preimpostati di 2, 5 e 10 euro o inserendo liberamente la cifra desiderata. “L’utilizzo del credito è diventato sempre più abituale, mentre il ricorso al contante è in costante accettato. – afferma Remo Fiori, economo dell’arcidiocesi – Questa iniziativa nasce per facilitare le donazioni, offrendo ai fedeli uno strumento semplice, immediato e sicuro”. Sui Pos in chiesa c’è anche un accordo quadro tra la Conferenza episcopale italiana, Bpm e Numia, firmato lo scorso agosto. L’obiettivo è quello di diffondere sempre più questa modalità di offerta, tra l’altro da anni già molto diffusa all’estero.

L’economo della Cei, don Claudio Francesconi, allora spiegava che questa novità è un modo per assicurare che “trasparenza, tracciabilità e valorizzazione della generosità dei fedeli siano obiettivi condivisi, concreti e raggiungibili”. Ma l’economo della diocesi di Ancona oggi sottolinea anche che il pagamento digitale rappresenta anche “una soluzione che contribuisce a prevenire i rischi legati ad atti vandalici e furti, fenomeni che purtroppo si verificano con sempre maggiore frequenza anche nelle chiese”

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