Ogni anno, il 14 giugno, si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, un segno di ringraziamento verso i milioni di donatori di sangue volontari che, con il semplice atto di donare il sangue, supportano i pazienti durante le emergenze, gli intereventi chirurgici, le terapie oncologiche e la cura di gravi patologie. La campagna lanciata quest’anno dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), “Una goccia di umanità. Dona il sangue. Salva vite”, pone l’umanità al centro della donazione di sangue, ricordando che ogni donazione è più di un semplice atto medico: è una potente espressione di solidarietà, compassione e responsabilità collettiva.
Sebbene i progressi scientifici e i sistemi di sicurezza del sangue abbiano reso le trasfusioni più sicure che mai, la disponibilità di sangue sicuro dipende ancora dalla volontà di donare regolarmente e volontariamente. E, in un periodo storico in cui si rileva una diminuzione di donatori tra i 18 e i 25 anni, la Sicilia si sta dando molto da fare per coinvolgere attivamente i più giovani nella donazione di sangue e plasma.
Tra le attività più recenti, ad aver generato un incremento in termini di donazioni è stata l’iniziativa del DAOSE “Dal sangue versato al sangue donato” con la quale sono state istituite tre giornate dedicate alla donazione di sangue e di plasma in concomitanza con le date delle stragi mafiose in cui morirono i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rosario Angelo Livatino: il 23 maggio, il 19 luglio e il 21 settembre.
Un progetto nato per onorare il sangue dei giudici uccisi dalla mafia e per contrastare il calo delle donazioni durante il periodo estivo, ha raccontato Giacomo Scalzo (dirigente generale del DASOE) nella quinta puntata di “Curarsi in Sicilia II, il progetto di comunicazione ideato da Insanitas.it in sinergia con il DASOE dell’Assessorato Regionale della Salute.

