L’altra tragedia e’ stata riferita dai sopravvissuti di un naufragio approdati sabato a Pozzallo, in provincia di Ragusa: 80 annegati: la procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta. “Tragedie diverse – ha aggiunto Di Giacomo – numeri di vittime e drammi che si sommano”. Uno scafista e’ stato fermato e vi sono indagini su tre sospetti dopo il doppio sbarco sulla costa della Sicilia. Sabato con nave ‘Fiorillo’ della Guardia costiera sono approdati in 408; domenica pomeriggio con il mercantile ‘Alexander Maersk’ in 293, ed e’ tra questi ultimi che si trovano i testimoni del naufragio, nel qaule sarebbe morto anche uno scafista. Durante la navigazione il gommone carico di circa 120 persone ha iniziato a imbarcare acqua fino a quando si e’ ribaltato. In quaranta sono riusciti ad aggrapparsi al natante della “Alexander Maersk”, il cui comandante ha spiegato che i cadaveri sono stati recuperati da un’altra nave impegnata nei soccorsi.
Il numero dei migranti che perdono la vita attraversando il Mediterraneo centrale partendo dalla Libia per arrivare in Italia e’ talmente grande, che anche le polemiche sulle ong che li soccorrono sembrano perdere consistenza. “Da venerdi’ oltre seimila persone hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, portando il totale di quest’anno a oltre 43mila” e il numero di chi e’ scomparso e’ di 1.150: “il salvataggio in mare e’ piu’ essenziale che mai”, ha scritto l’Alto commissario per i rifugiati, Filippo Grandi. “Dall’inizio del 2017, una persona su 35 e’ morta nel viaggio in mare fra la Libia e l’Italia, e solo negli ultimi 75 hanno perso la vita”, ha continuato Grandi, che ricorda “gli sforzi instancabili della guardia costiera italiana, in coordinamento con Frontex e con le Ong”. Queste ultime, in particolare hanno salvato nel 2016 “oltre 46 mila persone, pari al 26% di tutte le operazioni di salvataggio: questo trend continua, e dall’inizio dell’anno ha raggiunto il 33%”, ma “questo non puo’ continuare. C’e’ l’urgenza di affrontare le cause che spingono le persone a partire, e offrire alternative credibili a questi attraversamenti pericolosi alle persone che hanno diritto alla protezione internazionale, come la possibilita’ di raggiungere l’Europa in modo sicuro: riunificazioni familiari, ricollocamenti e reinsediamenti dai campi profughi”.(AGI)
ROMA – Almeno 243 morti in poco piu’ di 48 ore. La settimana che si apre porta con se’ una nuova strage di migranti avvenuta nel Mediterraneo, che ha visto due naufragi. L’ultimo di cui si e’ a conoscenza e’ accaduto ieri al largo delle coste libiche: i morti sono 163, secondo quanto ha riferito all’agenzia Efe l’Alto commissariato dei rifugiati, aumentando la stima di 113 morti fornita in una fase iniziale dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim). I sopravvissuti sono solo 7: sei donne e un uomo. L’imbarcazione aveva fatto poche miglia, prima di affondare al largo di Al Zawiyah. “Attendiamo ulteriori dettagli di questa ennesima tragedia”, ha detto il portavoce dell’Oim in Italia, Flavio Di Giacomo.

