Gela – La campagna elettorale esasperata, la manìa indiscriminata di vedere mafiosi dappertutto e un cognome che ricorda episodi poco edificanti: ci sono tutti gli ingredienti per una bella querela che chiude una campagna elettorale portata avanti con la macchina del fango. A pagarne le conseguenze, Sara Cavallo, neo eletta consigliere comunale nelle liste del movimento 5 stelle che si è vista ‘sbattere in prima pagina’, come si suol dire, associata alle cosche solo per avere un cognome in comune con qualche personaggio scomodo. Il fatto è però che la Cavallo non ha nulla a che fare con questi soggetti, ma solo da qualche giorno un componente del consiglio comunale della fazione avversa al Pd che sta ‘combattendo’ una lotta estenuante. E dall’oggi al domani Sara Cavallo si è vista tirare in ballo come esponente di una presunta famiglia affiliata che non le appartiene solo per essere del movimento che sta dando filo da torcere al partito di governo. Dopo l’articolo pubblicato su un quotidiano a diffusione regionale, che riporta frasi attribuite al presidente della regione siciliana Rosario Crocetta, dal contenuto gravemente diffamatorio, assolutamente infondate in quanto destituite di ogni fondamento fattuale e, quindi, gratuite arriva la reazione della consigliera: “Si sostiene che sia una impresentabile perchè parente di un boss locale ed eletta – scrive Sara Cavallo – con i voti della mafia. Denuncio la grave scorrettezza nei miei confronti e in quelli del candidato a sindaco del movimento 5 stelle, attraverso un articolo pubblicato un giorno prima del voto di ballottaggio, perchè sono incensurata, mai coinvolta in inchieste di mafia o in procedimenti penali di alcun tipo, così come la propria famiglia composta da onesti e laboriosi lavoratori. Il presidente Crocetta non avendo argomenti, non si è fatto scrupolo di utilizzare il cognome di una onesta cittadina per basse operazioni di macelleria politica, per associarlo a fatti, persone e circostanze che nulla hanno a vedere con la stessa, la propria famiglia e il proprio movimento politico”. Per questo motivo, Sara Cavallo, a tutela propria e del proprio movimento, nel quale si onora di essere stata eletta con i maggiori suffragi, si riserva di promuovere tutte le azioni legali che riterrà più opportune, nelle sedi competenti. “Lascio giudicare ai Gelesi il discredito che questa cinica operazione politica getta sugli stessi autori – conclude – che non esitano a criminalizzare, pretestuosamente gli avversari, nel proprio caso una giovane di 28 anni, eletta per la prima volta in questa competizione, che cinque anni or sono, prima della nascita del movimento 5 stelle, era stata candidata e non eletta nelle liste del sindaco uscente Angelo Fasulo”.
E intanto anche ieri sera il comizio del Partito democratico è stato disturbato da fischi e schiamazzi.
Liliana Blanco


