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Ballottaggio: ore calde a Gela tra qua qua qua e cri cri cri, vignette e querele

Redazione

Ballottaggio: ore calde a Gela tra qua qua qua e cri cri cri, vignette e querele

Sab, 13/06/2015 - 18:51

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imageGela – I Capuleti e i Montecchi seminavano morti sul selciato del duello in Verona. A Gela a distanza di secoli non ci sono duelli di sangue ma a suon di carta bollata sul selciato dell’agorà più pettegola del mondo, qual è Facebook. Il numero delle querele di questa infuocata campagna elettorale 2015 potrebbe aumentare. Dopo quelle fra il candidato a sindaco Di Dio e Marzia Cammarata (M5S), della neo-consigliera Sara Cavallo contro il Governatore che l’addita come esponente dei clan arriva l’ennesima lite fra rappresentanti delle due fazioni contrapposte. Questa volta l’area è stata il comizio conclusivo della campagna elettorale del Movimento 5 stelle che sponsorizzava il suo candidato. Un crocicchio di professionisti ascoltava e fra questi il supervotato Giuseppe Lo Monaco delle campagne elettorali degli anni scorsi, oggi funzionario del Parlamento europeo per 5 anni. Con lui avvocati, medici e soprattutto amici con i quali scambiare pareri e impressioni sulla politica ‘rovente’ di questi giorni. A un certo punto si avvicina Salvatore Gallo, consigliere comunale rieletto due settimane fa nelle file del Partito democratico che lo avrebbe apostrofato con veemenza a causa di un post con vignetta in cui Lo Monaco ha ripercorso le tappe della vita politica di Gallo e dei suoi cambi di casacca. A questo si aggiungevano i commenti legati al cognome di Gallo a cui veniva associato il verso di ‘qua qua qua’, ripetendo il razzolare degli animali da cortile con riferimenti di natura politica. Due sono le versioni: secondo Lo Monaco e i suoi testimoni Gallo lo avrebbe minacciato e addirittura spinto pronunciando parolacce, lui però, mantenendo la calma, non avrebbe reagito tenendo presente che Gallo ha un handicap e mettere le mani su un soggetto con deficit di deambulazione espone a rischi e che comunque si sarebbe trattato di satira. Secondo Gallo ci sarebbe stato solo un piccolo diverbio legato alla vignetta ritenuta lesiva dell’immagine: Gallo avrebbe detto soltanto che lui non fa ‘qua qua qua’ ma ‘Cri cri’. Gli avvocati presenti hanno fatto notare a Lo Monaco che il limite fra la satira e l’offesa è minimo e lui avrebbe sconfinato nel danno all’immagine. In ogni caso sono volate parole pesanti e che l’intervento degli amici professionisti ha sedato la discussione divenuta accesa. “Vi farò avere la copia della querela che sto discutendo con i miei legali” – ha detto Lo Monaco. “Faccia quello che vuole – ha detto Gallo – non c’è stata nessuna lite, solo qualche parola per un eccesso di critica su Fb”.

Liliana Blanco

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