Zona franca. Lomaglio “Bisogna battersi per essa”

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Esprime un plauso alla grande partecipazione alla manifestazione “ Contro la mafia e per il lavoro” indetta dai sindacati confederali il segretario dell’Unione comunale Pd Angelo Lomaglio, sottolineando come questa rappresenti “una prima importante conferma della forte esigenza di costruire un ampio fronte unitario in grado di battersi per imporre la realizzazione della Zona Franca per la Legalità”. Lomaglio propone poi una serie di riflessioni sul tema. “Quando – dice in una nota – nel 2008 presentai, da parlamentare nazionale, il primo ddl che ne proponeva l’istituzione, la proposta era il frutto dell’elaborazione appassionata e del paziente lavoro di sintesi del Tavolo unico di regia per lo Sviluppo e la legalità. Vi era in noi la consapevolezza che il “laboratorio Caltanissetta” – cosi come si delineava grazie all’azione della Confindustria di Antonello Montante e Marco Venturi, di Saro Crocetta, del sindacato e delle organizzazioni di categoria del commercio, dell’agricoltura e dell’artigianato, di alcuni buoni amministratori locali – aveva bisogno, per dare frutti, di nuovi strumenti e di una impostazione diversa dalle precedenti esperienze di intervento nei “territori svantaggiati e sottoutilizzati”. L’analisi dei risultati, in buona parte deludenti, dei patti territoriali e dei contratti d’area, dell’utilizzo dei fondi comunitari e dei diversi interventi agevolati della l.n.488/99, imponeva allora come adesso, una attenta riflessione sui nuovi strumenti,anche di carattere normativo, in grado di operare nel territorio per creare sviluppo e buona occupazione, tenendo conto di elementi essenziali come il marketing territoriale, le infrastrutture, l’emersione del sommerso, la sicurezza, il credito, l’utilizzo razionale delle risorse finanziarie ed umane. Di fronte a dati da vero allarme sociale come quelli che collocano la provincia di Caltanissetta al 106° posto tra le provincie italiane per qualità della vita, con un tasso di disoccupazione vicino al 20% rispetto a quello nazionale, che è stimato nell’8,5%, ed una disoccupazione giovanile ampiamente sopra al 40%, non si può che pensare a strumenti e ad un impegno delle istituzioni di carattere straordinario”. Parla poi di un nuovo “patto sociale” Lomaglio, necessario “per programmare uno sviluppo equilibrato e virtuoso delle aree interne della Sicilia, che le sottragga ad un destino di marginalità”, patto sociale fondato sulla affermazione costante del principio di legalità e sulla messa a sistema delle vocazioni del territorio, delle eccellenze e delle competenze esistenti. “Un patto condiviso – ribadisce – frutto della concertazione tra tutti gli attori dello sviluppo locale, che consenta di delineare un progetto di sviluppo virtuoso, in grado di contrastare l’economia sommersa ed il condizionamento del sistema economico ed istituzionale da parte della criminalità organizzata. Un progetto che intenda qualificare al meglio il sistema produttivo, creando opportunità per investimenti e per  lavori nuovi e più qualificati, rendendo più moderno ed equo il sistema fiscale ed effettiva la rete di protezione sociale. L’obiettivo dichiarato della Zona franca è quello di utilizzare la fiscalità di vantaggio, con l’accordo e l’intervento della Regione, dello Stato e dell’Unione Europea, al fine di creare le condizioni per realizzare una zona “sicura” per l’iniziativa economica ed imprenditoriale, affrancata dal ricatto della criminalità, un’area in cui definire condizioni di vantaggio, che abbiano una durata congrua per le imprese che intendono investire, a condizione che sia positivamente verificato l’impatto occupazionale, la modernità delle tecnologie, la tutela ambientale, la durata dell’investimento”. “E’ importante – prosegue la nota – che, sulla spinta del Tavolo unico di regia  e dell’iniziativa sindacale del 12 marzo, parlamentari nazionali come l’onorevole Cardinale ed il senatore Lumia ed altri di diverso schieramento stiano attivano specifiche iniziative parlamentari e proposte di legge per chiedere al Governo nazionale di riaprire il confronto con la Commissione Europea, al fine di sostenere le ragioni di una fiscalità differenziata per la promozione dello sviluppo delle aree interne della Sicilia, zone che rappresentano una risorsa strategica per l’intera regione, soprattutto nei settori dell’industria, dell’agroindustria, della logistica, dell’ambiente e dei beni culturali, del turismo rurale e dei servizi, oggi largamente sottoutilizzate”.