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Terremoto nel PD siciliano, Anthony Barbagallo si dimette da segretario regionale: «Un passo di lato per l’unità del partito»

Redazione

Terremoto nel PD siciliano, Anthony Barbagallo si dimette da segretario regionale: «Un passo di lato per l’unità del partito»

Mar, 27/10/2026 - 14:32

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PALERMO – Scossone politico nel Partito Democratico siciliano. Anthony Barbagallo ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di segretario regionale del PD, ponendo fine a un’esperienza durata sette anni. Una decisione maturata in un momento particolarmente delicato per i democratici nell’Isola, alle prese con divisioni interne e con la necessità di costruire un’alternativa politica in vista delle elezioni regionali del 2027.

L’annuncio è arrivato oggi, martedì 27 ottobre, attraverso una nota nella quale Barbagallo spiega le ragioni della propria scelta, sottolineando come i tentativi di ricomporre le diverse sensibilità del partito non abbiano ancora prodotto i risultati auspicati.

«In Sicilia, nei mesi scorsi, ho lavorato per ricomporre le diverse sensibilità del Pd, nella convinzione che nessuna divisione interna possa valere più della necessità di costruire un’alternativa credibile. La ricomposizione ancora non arriva», dichiara Barbagallo.

Una situazione che, secondo il segretario dimissionario, impone un cambiamento nella guida del partito, soprattutto alla luce delle scadenze politiche che attendono il centrosinistra siciliano.

«L’agenda e le scadenze incombono ed il Pd, tutto il Pd, è chiamato a cambiare marcia. Per affrontare l’ultimo tratto di strada serve un assetto nuovo, capace di restituire fiducia a tutte le anime del Partito e, soprattutto, di farci avanzare insieme. Per agevolare questo percorso ho deciso di dimettermi».

Barbagallo ha quindi rimesso il proprio mandato nelle mani della segreteria nazionale, confidando nella possibilità che venga individuata una soluzione autorevole e condivisa per accompagnare il PD siciliano verso i prossimi appuntamenti elettorali.

Il riferimento è soprattutto alle elezioni regionali del novembre 2027, quando i siciliani saranno chiamati a rinnovare la guida della Regione. Un appuntamento rispetto al quale il Partito Democratico dovrà definire strategie, alleanze e una proposta politica alternativa all’attuale governo regionale.

«La sfida del 2027 è altissima e ci chiede di mettere al centro ciò che ci unisce. L’unità, però, non può essere soltanto una parola: deve tradursi nella capacità di compiere scelte, anche difficili, nell’interesse di una comunità più grande di ciascuno di noi», sottolinea Barbagallo.

Nella sua lunga riflessione non manca un bilancio personale e politico dei sette anni trascorsi alla guida del partito nell’Isola. Un percorso che il segretario dimissionario ripercorre ricordando l’impegno nei territori, il rapporto con i circoli e la partecipazione alle battaglie politiche e sociali.

«In questi sette anni, rappresentare il più grande partito del centrosinistra è stato per me un onore immenso», afferma, rivolgendo un ringraziamento a quanti hanno condiviso con lui questa esperienza.

Particolare attenzione viene riservata ai militanti e ai giovani democratici, considerati una risorsa fondamentale per il futuro del partito. Barbagallo richiama il valore di una comunità politica che continua a operare quotidianamente nei territori, spesso lontano dai riflettori.

L’ultimo impegno ufficiale da segretario regionale è stato la presentazione, a Montecitorio, di un volume dedicato a Pio La Torre, figura simbolo della storia politica siciliana e della lotta alla mafia.

«Lì ci stanno le nostre radici e la nostra guida», ricorda Barbagallo, ripercorrendo un’esperienza fatta di incontri, manifestazioni, congressi e battaglie politiche.

Le dimissioni aprono adesso una nuova fase per il Partito Democratico siciliano. Spetterà alla segreteria nazionale affrontare il nodo della successione e individuare un percorso capace di superare le divisioni interne, restituendo una guida condivisa al partito.

Barbagallo, dal canto suo, precisa che la scelta di lasciare la segreteria non rappresenta un disimpegno dalla politica, ma un tentativo di favorire una ritrovata unità.

«È da questa convinzione che nasce la mia scelta: fare un passo di lato, non per sottrarmi, ma per mettere ciò che sono e ciò che ho contribuito a costruire a disposizione di tutti. Perché la generosità, a volte, consiste proprio nel lasciare spazio affinché una comunità possa ritrovarsi e ripartire più forte».

Una decisione che segna un passaggio significativo negli equilibri interni del PD siciliano e che apre una fase di confronto sul futuro della principale forza politica del centrosinistra nell’Isola, a poco più di un anno dalle elezioni regionali.

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