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Corruzione, spunta una presunta tangente da 5mila euro consegnata ad Armao negli uffici del Senato

Redazione

Corruzione, spunta una presunta tangente da 5mila euro consegnata ad Armao negli uffici del Senato

Gio, 08/10/2026 - 12:49

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Si arricchisce di un nuovo capitolo l’inchiesta per corruzione che coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex consigliere giuridico del presidente Renato Schifani. Tra gli atti dell’indagine emerge anche un episodio relativo alla presunta consegna di 5mila euro, che sarebbe avvenuta all’interno degli uffici del Senato della Repubblica, a Roma. La circostanza, riportata da alcuni organi di stampa, risalirebbe al 29 ottobre 2025 e sarebbe stata documentata dagli investigatori nell’ambito degli accertamenti tuttora in corso. «In data 29 ottobre 2025 è stata documentata la dazione della somma di 5.000 euro in favore di Armao negli uffici del Senato della Repubblica di via degli Staderari 2 in Roma», si legge in una delle informative depositate agli atti dell’inchiesta. Secondo l’ipotesi investigativa, a consegnare il denaro sarebbe stato un imprenditore pugliese, interessato a ottenere una rapida soluzione di alcune controversie sorte nell’ambito di un appalto pubblico. Al centro della vicenda figurano i lavori per la tutela della fascia costiera di Santa Maria del Focallo, nel territorio della provincia di Ragusa. L’intervento era stato appaltato dall’ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico in Sicilia, struttura competente per la realizzazione di opere destinate alla messa in sicurezza del territorio. L’attenzione degli investigatori si concentra dunque sul presunto collegamento tra la consegna della somma di denaro e l’interessamento finalizzato a superare le difficoltà sorte nell’esecuzione dell’appalto.

L’episodio romano si inserisce in un’inchiesta più ampia, coordinata dalla Procura di Palermo, che riguarda presunti favori ad aziende operanti in diversi settori, dalle energie rinnovabili alla gestione dei rifiuti, fino alle cure palliative. Per Armao i magistrati hanno chiesto l’arresto, mentre la decisione sulla misura cautelare spetta al giudice per le indagini preliminari.

La vicenda dei 5mila euro consegnati negli uffici del Senato rappresenta tuttavia un ulteriore filone investigativo, che non risulta ancora compreso nelle contestazioni provvisorie formulate nei confronti dell’ex vicepresidente della Regione. Armao, dopo l’emergere dell’inchiesta, ha lasciato l’incarico di consigliere giuridico del presidente Schifani, respingendo le accuse e dichiarandosi pronto a dimostrarne l’infondatezza. Il suo interrogatorio davanti al gip è previsto per il 13 ottobre. Si tratta, allo stato, di ipotesi investigative ancora sottoposte ad accertamento. La presunta dazione di denaro e la sua eventuale natura corruttiva dovranno essere valutate nell’ambito del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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