CALTANISSETTA – Giuseppe Catania(FDI): “Non si contesta a nessuno il diritto di tutelare la propria reputazione nelle sedi competenti. Ma quando a farlo è il vertice di un’azienda sanitaria pubblica, utilizzando risorse dell’Azienda e quindi dei contribuenti nisseni, è altrettanto legittimo chiedere quanto costi questa attività ai cittadini e se rappresenti davvero una priorità». È questo il punto di partenza della mia presa di posizione sulla nuova delibera dell’ASP di Caltanissetta e, più in generale, su un modo di affrontare il confronto pubblico che, a mio giudizio, rischia di trasformare troppo spesso la critica all’operato del management in una questione giudiziaria. La domanda non è se un direttore generale possa difendersi quando ritiene di essere stato diffamato. La domanda è quanto costi complessivamente questa attività all’ASP e quale sia il bilancio, in termini di interesse pubblico, di una strategia che sembra privilegiare la risposta legale alle critiche. Per questo chiedo che siano resi pubblici il numero degli incarichi legali conferiti ed in particolare quelli conferiti in relazione a dichiarazioni, articoli e contestazioni sull’operato dell’Azienda, gli importi stanziati, impegnati e liquidati, le eventuali querele presentate e gli esiti dei procedimenti conclusi. Non è una questione personale. È una questione di trasparenza nell’utilizzo di denaro pubblico. C’è però un altro numero che dovrebbe preoccupare di più, un dato sul quale ritengo sia necessario concentrare l’attenzione: 75.343.826,98 euro. È il saldo negativo della mobilità sanitaria dell’ASP di Caltanissetta relativo al 2024, secondo la tabella di riparto regionale allegata al D.A. n. 662 del 24 giugno 2025 dell’Assessorato regionale della Salute. Il dato comprende un saldo negativo di 55.140.585,49 euro per la mobilità intra-regionale, 18.775.245,63 euro per quella extra-regionale e 1.427.995,86 euro per la mobilità internazionale. Si tratta, dunque, di un dato specificamente riferito all’ASP di Caltanissetta, non alla sanità siciliana nel suo complesso. In definitiva dunque, nel 2024 l’ASP di Caltanissetta ha registrato un saldo negativo della mobilità sanitaria di 75,34 milioni di euro. Una cifra che equivale al 13,69% delle risorse Complessivamente assegnate all’Azienda, pari a 550,17 milioni di euro. E il confronto con l’anno precedente merita attenzione: nel 2023 il saldo negativo era stato di 70.087.803,75 euro. Quindi un dato in peggioramento. Sono numeri che raccontano una realtà sulla quale sarebbe necessario aprire una discussione molto più ampia: quanti cittadini nisseni continuano a rivolgersi altrove (fuori provincia o fuori regione) perché non trovano sul territorio risposte sanitarie adeguate? E quanto costa alla collettività questa fuga? «Dove sono le priorità?» «È difficile non chiedersi se, davanti a un saldo negativo della mobilità sanitaria superiore ai 75 milioni di euro, la priorità debba essere quella di reagire alle critiche con iniziative legali oppure quella di concentrare ogni energia sulla riduzione delle liste d’attesa, sul rafforzamento degli organici, sul potenziamento dei servizi e sulla capacità di trattenere i pazienti sul territorio». Il tema, evidentemente, non riguarda soltanto il bilancio dell’ASP. Riguarda la qualità dell’assistenza e la fiducia dei cittadini. Per questo chiedo anche di conoscere quali siano le specialità e le prestazioni che determinano la quota maggiore della mobilità passiva e quali interventi concreti l’Azienda abbia programmato per ridurla. Perché dietro quei 75 milioni non ci sono soltanto poste contabili: ci sono cittadini che scelgono o sono costretti a curarsi fuori dal territorio dell’ASP di Caltanissetta. Alla luce di questi numeri ritengo che la questione non possa rimanere confinata al confronto tra l’ASP e chi ne critica le scelte. Per questo rivolgo un appello all’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, affinché, nell’ambito delle proprie competenze, verifichi la situazione dell’ASP di Caltanissetta e chieda conto delle priorità gestionali dell’Azienda e verifichi se esistano ancora le condizioni per continuare con questa governance. «Non chiedo all’assessore di entrare nel merito delle singole vicende o di interferire con l’autonomia gestionale dell’ASP. Chiedo, invece, che venga verificato se le risorse pubbliche vengano indirizzate verso le priorità che maggiormente interessano i cittadini e che venga affrontato con determinazione il problema della mobilità sanitaria». Perché se il saldo negativo supera i 75 milioni di euro, questa dovrebbe essere una delle principali emergenze della sanità nissena. Ed è su questo che chiedo risposte. Non sulle polemiche personali, ma sui risultati. Non sulla quantità di querele, ma sulla riduzione delle liste d’attesa. Non sulla necessità di rispondere a chi critica, ma sulla capacità di dare risposte a chi ha bisogno di curarsi. La critica pubblica, quando riguarda l’operato di un’istituzione, fa parte del normale confronto democratico. La risposta più efficace di un’azienda sanitaria dovrebbe essere sempre quella dei risultati. E oggi i risultati che chiedo di vedere sono molto semplici: meno mobilità passiva, meno liste d’attesa, più servizi e più fiducia nella sanità pubblica nissena. Caltanissetta non chiede una sanità che risponda alle critiche con gli avvocati. Chiede una sanità capace di rispondere ai cittadini con i servizi”.
ASP Caltanissetta, prima i servizi e poi le querele: Catania (FDI) “Con 75 milioni di mobilità passiva la priorità dovrebbe essere la sanità”
Dom, 04/10/2026 - 23:08
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