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Volontario del 118 ucciso, la ex e il nuovo compagno i mandanti: i due sicari assoldati in un campo rom

Redazione

Volontario del 118 ucciso, la ex e il nuovo compagno i mandanti: i due sicari assoldati in un campo rom

Mar, 08/09/2026 - 18:23

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La vita di Marco Pusceddu, il 51enne soccorritore del 118 originario di Portoscuso ucciso il 7 agosto 2025 a Buddusò con quattro colpi di pistola al petto, valeva 15mila euro. Tanto avrebbero pagato l’ex fidanzata, Maria Cristina Falchi, 57 anni di Iglesias, e l’attuale compagno, Ramon Pirosu, 45 anni di Carbonia, collega di Pusceddu, a due sicari assoldati in un campo rom del Sulcis. I due presunti mandanti sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di SASSARI, insieme con i due presunti killer, Bronzo Amhetovic, 42 anni, e Dejane Adzovic, di 26: tutti sono accusati, a vario titolo, dei reati di omicidio volontario in concorso aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di armi e tentato omicidio aggravato.

Un delitto premeditato, commissionato e compiuto con il movente di intrecci passionali e professionali tra la vittima e i due mandanti. Il provvedimento è stato eseguito nei comuni di Iglesias, Nuxis, Carbonia e Uta (in carcere) ed è il risultato di un’articolata attività investigativa coordinata dalla pm di SASSARI, Elisa Succu, e sviluppata in sinergia dal Nucleo investigativo del Comando provinciale carabinieri di SASSARI, dalla Compagnia di Ozieri e dalla Compagnia di Iglesias, con il supporto del Ris e del Reparto anticrimine di Cagliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due mandanti, Falchi e Pirosu, avrebbero commissionato l’omicidio per motivi passionali e professionali.

Un primo tentativo di uccidere Pusceddu era fallito pochi mesi prima del delitto: il 28 aprile 2025 il volontario del 118 era stato aggredito in una piazzola di sosta isolata in località Flumentepido, nel territorio di Carbonia. Dopo essere stato attirato sul posto con un pretesto, sarebbe stato aggredito alle spalle mentre sostituiva uno pneumatico dell’auto di Ramon Pirosu: fu colpito alla testa con una piccozza da muratore, riportando una frattura pluriframmentaria della teca cranica e lesioni gravissime che lo avevano reso inabile al lavoro fino al luglio 2025.

Secondo la Procura di SASSARI, mandanti ed esecutori del tentato omicidio e dell’omicidio sono gli stessi. I carabinieri hanno recuperato la piccozza dell’aggressione e, nel gennaio scorso, nel corso di una perquisizione nella roulotte di uno dei presunti sicari, hanno trovato la pistola semi automatica calibro 7,65 che, dalle analisi dei militari del Ris di Cagliari, sarebbe stata usata per uccidere Pusceddu. Gli arrestati sono rinchiusi nel carcere di Uta, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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