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Venezia 83, a Pif la quinta edizione del Premio Famiglia Cristiana

AdnKronos

Venezia 83, a Pif la quinta edizione del Premio Famiglia Cristiana

Mer, 09/09/2026 - 17:59

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(Adnkronos) – Va a Pif la quinta edizione del Premio Famiglia Cristiana: un riconoscimento che celebra non solo il talento, ma anche la capacità di coniugare intrattenimento e forte impegno civile. Il regista e conduttore è stato premiato nell’ambito della 83/a Mostra del Cinema di Venezia. La cerimonia all’Italian Pavilion dell'Hotel Excelsior è stata introdotta da monsignore Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo: "Premiamo non solamente un amico, ma soprattutto una persona capace, con la sua arte multiforme, di stare con il pubblico senza mai accarezzarlo e senza mai blandirlo, lasciando sempre dentro un graffio". A consegnare il riconoscimento è stato don Stefano Stimamiglio, direttore del settimanale 'Famiglia Cristiana', che ne ha letto la motivazione ufficiale definendolo un "autore e regista straordinario che ha saputo attraversare cinema, televisione e radio con ironia e intensità, alternando inchieste pungenti a commedie d'autore dal profondo valore civico". Il premio celebra, infatti, la sua straordinaria capacità di unire l'intrattenimento alla riflessione sociale, raccontando la realtà contemporanea e la lotta alle mafie con profondità, coraggio e sensibilità.  A margine della premiazione, Pif, tra le voci più originali e amate del panorama audiovisivo italiano, è stato intervistato dal giornalista di 'Famiglia Cristiana', Eugenio Arcidiacono. In merito al suo lavoro e al suo rapporto con la spiritualità, il regista ha dichiarato: "È un film sulla fede scritto da un agnostico, un vero paradosso. Inizialmente – ha continuato Pif – volevo intitolarlo 'Futti futti che Dio perdona tutti', sintesi di un certo cristianesimo fatto di molto perdono e poco pentimento, ma pensando alle Edizioni Paoline, che avrebbero pubblicato il libro, ho cambiato idea. Crescendo mi sono chiesto se fossi cristiano per fede o per educazione: ho scelto l'agnosticismo, ma da allora mi faccio molte più domande. La fede deve basarsi sul dubbio, ed è proprio il dubbio ad avvicinarmi. Come dice Papa Francesco, davanti a un bambino che soffre persino lui si domanda dove sia Dio". Questo premio rappresenta un ulteriore, importante traguardo in una carriera ricca di successi. Pif ha mosso i primi passi giovanissimo come assistente alla regia per Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1999) e per Marco Tullio Giordana ne I cento passi (2000). Esordito in televisione come inviato de Le Iene, si è consacrato con il programma cult Il Testimone, per poi mietere grandi successi al cinema. Per il suo folgorante esordio La mafia uccide solo d'estate (2013) ha vinto due David di Donatello, due Nastri d'Argento, un Globo d'Oro e l'European Film Award per la miglior commedia, a cui sono seguiti film acclamati come In guerra per amore (2016) ed E noi come stronzi rimanemmo a guardare (2021). La sua voce continua a farsi sentire anche in radio e tv con format come I Provinciali e Caro Marziano, confermandolo come un testimone attivo e instancabile sul fronte dell'antimafia sociale. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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