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Coppa Nissena senza uno dei suoi beniamini: Calogero Lombardo, lo “zio Calò” miracolato a Erice

Redazione

Coppa Nissena senza uno dei suoi beniamini: Calogero Lombardo, lo “zio Calò” miracolato a Erice

Mer, 09/09/2026 - 15:25

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CALTANISSETTA – La 71ª Coppa Nissena sarà inevitabilmente diversa. A una sola settimana dalla tragedia della Monte Erice, il rombo dei motori tornerà a farsi sentire lungo la storica salita di Capodarso. Ci saranno i grandi protagonisti della specialità, tanti piloti nisseni e il pubblico di sempre, ma quanto accaduto domenica a Erice è ancora troppo vicino. Il pensiero non potrà che andare a Giuseppe Bisconti e Karol Greco, i due giovanissimi spettatori che hanno perso la vita.
E quest’anno la gara di casa sarà anche orfana di uno dei suoi beniamini, uno di quei piloti che gli appassionati aspettano lungo il percorso per ammirarne i passaggi spettacolari: Calogero Lombardo, per tutti nel mondo dei motori nisseno semplicemente “zio Calò”.
Pilota, meccanico e preparatore di grande esperienza, Lombardo è il titolare della Blue Project, realtà nissena conosciuta nel mondo delle competizioni automobilistiche siciliane. Una vita trascorsa tra motori e gare, trasformando la propria passione in professione senza rinunciare al piacere di indossare casco e tuta.
E per capire quanto rapidamente possa cambiare tutto basta tornare indietro di appena una settimana rispetto a Erice.


Solo sette giorni prima Calogero festeggiava sul gradino più alto del podio all’Autodromo Concordia di Agrigento, protagonista con la sua Citroën Saxo di una gara conclusa con un podio interamente nisseno, condiviso proprio con Marco Nicoletti e Carlo Nicoletti.
Una domenica di festa che sembrava il migliore avvicinamento alla Monte Erice e, subito dopo, alla Coppa Nissena.
A Erice, invece, tutto è cambiato. Lombardo, impegnato con la sua Peugeot 106 S16 nel gruppo RS Plus, classe 1.6 Plus, è stato costretto al ritiro e ha fermato la propria vettura nella zona della postazione 9.
Proprio lì, pochi minuti dopo, si sarebbe consumata la tragedia.
Quella di Calogero è naturalmente una storia che passa in secondo piano davanti alla perdita di due vite giovanissime, ma rappresenta un’altra pagina di quella terribile domenica. Lombardo si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e, alla luce di quanto accaduto, lo si può considerare davvero un miracolato.


C’è poi una circostanza che rende ancora più impressionante la concatenazione degli eventi. Dopo il ritiro, mentre alcune vetture stavano scendendo lungo il percorso, Lombardo aveva chiesto la possibilità di accodarsi e lasciare la postazione 9. Non fu possibile e rimase lì.
Nessun giudizio può essere espresso su quella circostanza, legata alle procedure e alle esigenze di sicurezza di una competizione. Resta però l’incredibile concatenazione degli eventi: se fosse riuscito a lasciare quel punto, Calogero non sarebbe stato lì pochi minuti dopo.
Era invece ancora alla postazione 9 quando è sopraggiunta la Peugeot 308 TCR numero 54 condotta da Marco Nicoletti.
Calogero è rimasto coinvolto nell’incidente e si trova ancora ricoverato e sotto osservazione all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. Le sue condizioni, fortunatamente, non destano preoccupazione, pur in presenza di lesioni importanti: fratture alle costole, interessamento polmonare, frattura della mandibola con trauma facciale e frattura al polso.


C’è anche un legame umano molto forte. Tra Lombardo e la famiglia Nicoletti esiste infatti un rapporto che va ben oltre la comune frequentazione dei paddock. Per Marco, Carlo e per l’intera famiglia Nicoletti, Calogero è da sempre “zio Calò”. Un appellativo che racconta anni di amicizia e affetto e che rende ancora più doloroso quanto accaduto domenica.
La 71ª Coppa Nissena, dunque, dovrà fare a meno di lui. Soltanto due settimane prima della gara di casa Calogero vinceva al Concordia; sette giorni dopo si trovava coinvolto nella tragedia di Erice. Questo fine settimana avrebbe dovuto nuovamente indossare casco e tuta per affrontare la salita della sua Coppa Nissena.
Questa volta non sarà così.
Il pensiero principale rimane rivolto alle famiglie di Giuseppe Bisconti e Karol Greco, perché davanti alla perdita di due ragazzi ogni altra vicenda assume inevitabilmente una dimensione diversa.
Attorno a Calogero, intanto, si sono stretti il motorsport nisseno e siciliano e soprattutto gli affetti più cari: la compagna Simona , la figlia Martina, il suo più stretto collaboratore Giannino Costanza, i familiari e gli amici. Al suo fianco c’è una famiglia che ha i motori nel sangue, a cominciare dal padre Gaetano Lombardo, grande pilota degli anni d’oro dell’automobilismo siciliano.


Con il loro affetto e quello dei tanti appassionati che gli sono vicini, siamo certi che Calogero, con i tempi giusti e senza fretta, ritroverà la forza per tornare a regalare spettacolo sulle strade delle cronoscalate siciliane.
Da tutta la nostra redazione un grande abbraccio allo “zio Calò”.
Forza Calogero, ti aspettiamo presto sui campi di gara.

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