Nei giorni scorsi, personale della Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Polizia di Stato della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese, di due unità immobiliari nel comune di Bagheria, ritenute stabilmente destinate all’esercizio dell’attività di prostituzione. Il provvedimento costituisce l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e sviluppata dalla locale Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota Polizia di Stato. Le indagini, svolte mediante servizi di osservazione e controllo, attività tecniche, monitoraggio di annunci pubblicati su siti internet specializzati negli incontri a pagamento e numerose escussioni testimoniali, hanno consentito di documentare un’attività di prostituzione esercitata in maniera stabile e organizzata che, sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini e delle dichiarazioni rese da numerosi clienti escussi, risultava essere in atto da diversi anni. Nel periodo di osservazione gli investigatori hanno documentato circa 400 accessi agli immobili sequestrati nell’arco anche di un solo mese, registrando un costante afflusso di uomini che, secondo quanto emerso dalle indagini, si recavano presso gli appartamenti per usufruire di prestazioni sessuali a pagamento previamente concordate mediante contatti telefonici successivi alla consultazione di annunci pubblicati su piattaforme online di incontri. Gli elementi raccolti hanno consentito di individuare otto persone attualmente sottoposte a indagine, ritenute, allo stato del procedimento, coinvolte a vario titolo nell’attività di favoreggiamento della prostituzione.Contestualmente all’esecuzione del provvedimento cautelare reale sono state eseguite ulteriori attività di polizia giudiziaria finalizzate all’acquisizione di elementi di prova, con il sequestro di dispositivi elettronici ritenuto utile per approfondire i rapporti tra gli indagati, ricostruire la gestione dei contatti con la clientela e definire i rispettivi ruoli all’interno dell’organizzazione. L’attività investigativa prosegue sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Termini Imerese al fine di completare il quadro probatorio e accertare eventuali ulteriori responsabilità. (LaPresse)
di Redazione 3
Mar, 04/08/2026 - 08:31

