Marianopoli. Riceviamo e pubblichiamo nota del consigliere comunale Calogero Vaccaro (Forza Democratica) sulla trasparenza amministrativa.
Una nuova iniziativa del gruppo consiliare di opposizione riaccende il confronto sulla trasparenza amministrativa. Il consigliere comunale Calogero Vaccaro, di Forza Democratica Marianopoli, ha notificato una formale diffida al Sindaco, al Segretario comunale e ai responsabili degli uffici competenti chiedendo il ripristino della sezione storica dell’Albo Pretorio on-line e del “Vecchio sito Web” del Comune, oscurati – secondo quanto denunciato – dall’ottobre 2022.
La nota, trasmessa anche al Presidente del Consiglio comunale e al Prefetto di Caltanissetta, richiama le norme contenute nel Decreto Legislativo n. 33 del 2013 sulla trasparenza amministrativa e nel Codice dell’Amministrazione Digitale, sostenendo che la situazione attuale impedirebbe soprattutto ai cittadini oltre che agli stessi consiglieri comunali di consultare numerosi atti amministrativi che dovrebbero invece rimanere accessibili. Secondo Vaccaro, la vicenda si trascina ormai da quasi quattro anni. Già nell’ottobre del 2022 il gruppo consiliare aveva chiesto di conoscere il nominativo del responsabile della conservazione dei documenti informatici e della gestione degli archivi digitali, oltre a sollecitare il ripristino dello storico dell’Albo Pretorio. A quella richiesta seguirono un sollecito nel marzo 2023 e una diffida nell’aprile dello stesso anno, senza che – afferma il consigliere – sia stata fornita una risposta risolutiva né siano stati adottati gli interventi richiesti.L’Amministrazione comunale, all’epoca, aveva spiegato la rimozione dello storico con la necessità di adeguarsi alle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, comunicando contestualmente la creazione di un’area riservata accessibile ai soli consiglieri comunali mediante credenziali personali.Una soluzione che, secondo il consigliere Vaccaro di “Forza Democratica Marianopoli”, non soddisfa gli obblighi previsti dalla normativa.«La trasparenza amministrativa non può essere limitata a un accesso riservato ai consiglieri comunali – sostiene Vaccaro –. Il diritto di conoscere gli atti della pubblica amministrazione appartiene innanzitutto ai cittadini ai fini anche del controllo partecipativo. Eliminare lo storico dell’Albo Pretorio significa impedire la consultazione di provvedimenti che la legge impone di rendere pubblici per un determinato periodo di tempo.» Nella diffida viene evidenziato come l’articolo 8 del Decreto Legislativo n. 33 del 2013 preveda che i documenti soggetti a pubblicazione obbligatoria restino consultabili per cinque anni, mentre numerosi altri Comuni italiani, compresi diversi enti siciliani che utilizzano lo stesso software gestionale “Halley Informatica”, continuano a mantenere regolarmente disponibile e consultabile lo storico dell’Albo Pretorio.Vaccaro chiede quindi il ripristino immediato della sezione storica dell’Albo Pretorio, il reinserimento del “Vecchio sito Web”, l’adeguamento del portale istituzionale alle norme in materia di trasparenza e amministrazione digitale e una comunicazione ufficiale sulle misure adottate.Il consigliere conclude annunciando che, in assenza di un riscontro nei termini di legge, si rivolgerà alle Autorità competenti, tra cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Prefettura e gli altri organismi preposti, per l’accertamento delle eventuali responsabilità.La vicenda riporta al centro del dibattito politico locale il tema della trasparenza amministrativa e dell’accesso agli atti pubblici, principi che la normativa nazionale considera strumenti essenziali per garantire il controllo diffuso dei cittadini sull’operato delle pubbliche amministrazioni.

