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Marianopoli, condanna per minacce confermata all’ex sindaco Vaccaro

Redazione

Marianopoli, condanna per minacce confermata all’ex sindaco Vaccaro

Sab, 18/07/2026 - 15:55

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MARIANOPOLI – (Fonte: LA SICILIA) . La Corte di Appello di Caltanissetta ha confermato integralmente la sentenza di condanna pronunciata in primo grado nei confronti dell’ex sindaco di Marianopoli, Calogero Vaccaro, rigettando l’impugnazione proposta dalla difesa. La decisione è stata adottata  dalla Prima Sezione  penale della Corte di Appello, presieduta da Roberto Serio con i consiglieri Fabio Pilato e Andrea Gilotta. Il dispositivo conferma la sentenza emessa il 6 febbraio 2025 dal Tribunale di Caltanissetta in composizione monocratica, presieduto dal giudice Giuseppina Chianetta. Secondo quanto contestato e ritenuto provato nel giudizio di primo grado, Vaccaro si sarebbe reso responsabile del reato di minaccia nei confronti di Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Salvatore Lombardo, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro, Santo Cannella, Angela Panepinto, Francesco Montagna e Luigi Cannella. La minaccia, secondo la ricostruzione accolta dal Tribunale e ora confermata in Appello, sarebbe consistita nel far comunicare, tramite Bernardo Briganti, arciprete del paese, di avere raccolto informazioni relative a presunti abusi che sarebbero stati commessi dalle persone offese. La Corte di Appello ha ritenuto infondati i motivi del ricorso, confermando integralmente la decisione del Tribunale nisseno. Oltre alla condanna, Vaccaro è stato condannato anche al pagamento delle ulteriori spese processuali del giudizio di secondo grado e alla rifusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite. In particolare, il dispositivo liquida 1.170 euro, oltre accessori di legge, in favore delle parti civili Francesco Montagna e Salvatore Lombardo, e 2.520 euro, oltre accessori, in favore di Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro, e Luigi Cannella I,  quest’ultimo anche nella qualità di erede di Santo Cannella, Luigi  Cannella II. La Corte adesso ha depositato le motivazioni della sentenza, dalle quali si comprendono nel dettaglio le ragioni che hanno portato alla conferma della condanna pronunciata in primo grado. Dovranno essere i difensori di Vaccaro a impugnare tutto e chiedere alla Cassazione il vaglio finale. Una storia di paese con ricadute giudiziarie non di poco conto perché le dicerie, prima o poi, vengono scoperte e diventano atto di accusa.

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