“Esiste un’antimafia negazionista di partito che tende a individuare solo nel sistema degli appalti il movente centrale”. Lo dice Luigi Patronaggio, ex procuratore capo di AGRIGENTO e oggi procuratore generale a Cagliari, spiegando che tale lettura rischia di escludere “il possibile ruolo di apparati deviati dello Stato”. Al centro del giallo resta la scomparsa dell’agenda rossa, un furto “compatibile con l’interesse di soggetti appartenenti ad aree deviate, desiderosi di impedirne la conoscenza”. Per Patronaggio, Borsellino sapeva di essere “circondato da nemici non soltanto mafiosi” dopo le rivelazioni di Mutolo su magistrati e apparati infedeli. Tra depistaggi e presenze anomale sul luogo dell’eccidio, il caso resta aperto: “Questi interrogativi costituiscono il nucleo vivo di una domanda di verità che riguarda la tenuta stessa dello Stato democratico”. La strage, per l’ex procuratore di AGRIGENTO, fu l’eliminazione di un uomo che le istituzioni “dovevano difendere e invece hanno combattuto”.
Borsellino: Patronaggio, ‘fu combattuto dalle istituzioni’. Procuratore generale Cagliari: ‘C’è stato l’interesse di aree deviate dello Stato’
Sab, 18/07/2026 - 14:22
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