Caltanissetta, — I quindici Sindaci della S.R.R. ATO 3 Caltanissetta Provincia Nord, riuniti in Assemblea Straordinaria urgente lo scorso 14 luglio, hanno trasmesso al Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti — e per conoscenza alla Prefettura di Caltanissetta — una nota formale sulle gravi criticità generate dalla continua rimodulazione delle quantità di rifiuto indifferenziato autorizzate al conferimento nel TMB di C.da Timpazzo a Gela dello scorso giugno.
Le conseguenze sono ormai quotidiane: lunghe file dei mezzi in discarica, respingimenti delle quantità in esubero, difficoltà a smaltire l’accumulato e rilevanti extra costi per trasporti, conferimenti in impianti alternativi e lavoro straordinario, notturno e festivo del personale. Uno scenario che rischia di aggravarsi con l’estate: temperature elevate, concreto rischio di incendi per i rifiuti che restano sui mezzi anche per più giorni e aumento della popolazione nei paesi per il rientro degli emigrati nel periodo estivo. «Il paradosso è evidente — dichiara il Presidente della SRR ATO 3 Caltanissetta provincia nord, Renzo Bufalino — il nostro ambito viaggia da anni con percentuali medie di raccolta differenziata superiori al 65% previsto dalla legge, con comuni stabilmente oltre il 75% e punte del 90%. Non possiamo permettere che i sacrifici dei cittadini e il lavoro capillare dei Comuni vengano vanificati dalla carenza impiantistica. Il rischio concreto è vedere i nostri paesi e il capoluogo invasi dai rifiuti proprio nelle settimane delle festività estive».
Tre le richieste rivolte alla Regione: garantire prioritariamente il conferimento dell’indifferenziato al TMB di Gela ai Comuni del Libero Consorzio di Caltanissetta, nel rispetto del principio di prossimità che evita al rifiuto lunghe percorrenze per la regione se non fuori regione; riconoscere e premiare i risultati raggiunti nella raccolta differenziata, consentendo la continuità dei conferimenti; riconoscere gli extra costi già sostenuti e quelli che si prospettano nelle prossime settimane.
«Confidiamo nella sensibilità del Dipartimento — conclude Bufalino — perché un territorio che ha fatto fino in fondo la propria parte non può essere penalizzato proprio nel momento in cui chiede solo di poter continuare a fare bene».

