A distanza di due anni dall’inaugurazione del ‘Parco Rosario Livatino’, lungo la strada statale 640 “Strada degli Scrittori”, in contrada Gasena nel comune di Agrigento, sono stati piantati 1.000 alberi in ricordo delle vittime innocenti di mafia.
L’area, di circa 4.500 mq, due anni fa era stata concessa da Anas per la durata di 10 anni al Co.N.Al.Pa. (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio), un’associazione no profit che, con l’aiuto di numerosi volontari, in questi anni si è impegnata a piantare 1.000 arbusti per abbellire e adornare il parco. Ognuna di queste piante è stata dedicata ad una vittima innocente di attentati mafiosi.
Già a metà degli anni ’90 Anas aveva autorizzato l’apposizione di una stele commemorativa sul luogo teatro del martirio del Giudice Livatino affinché non venisse dimenticato il suo sacrificio compiuto in una quotidiana lotta alla mafia. La stele, nel luglio del 2017, è stata vandalizzata e seriamente danneggiata da ignoti, ma dopo due mesi, anche grazie all’interessamento di Anas, è stata ricostruita e restituita alla collettività.
La vita del Giudice Livatino
Rosario Livatino nasce a Canicattì il 3 ottobre 1952. Porta avanti gli studi in Legge con notevole profitto e all’età di 25 anni diventa giudice. Fin da subito sposa la causa della lotta alla mafia.
Livatino era conosciuto come “Il Giudice Ragazzino” per via della sua giovanissima età.
Perse la vita da Magistrato in servizio presso il Tribunale di Agrigento, barbaramente ucciso dalla mafia la mattina del 21 settembre del 1990, all’età di 37 anni, sulla SS 640, mentre si recava sul luogo di lavoro privo di scorta, alla quale aveva volutamente rinunciato, pur sapendo di essere finito nell’inesorabile mirino di Cosa nostra.
Il 9 maggio del 2021, nella cattedrale di San Gerlando ad Agrigento, viene proclamato Beato nella S. Messa celebrata dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione per le cause dei Santi.
È il primo magistrato Beato nella storia della Chiesa cattolica.
Due anni fa, nel maggio del 2024, a distanza di tre anni esatti dall’avvenuto compimento del processo di beatificazione – accanto alla stele – Anas e Co.N.Al.Pa. avevano deciso di realizzare e di dedicare al “Giudice Ragazzino” un parco che portasse il suo nome e che fosse luogo di culto, di memoria e di preghiera, ma anche simbolo di lotta a tutte le mafie ed alle organizzazioni criminali.
Oggi il ‘Parco Livatino’ è diventato un luogo di culto e di memoria che accoglie numerosi devoti provenienti da tutta Italia.

