Centri di assistenza psichiatrica ridotti a causa dei costi elevati e con una forte carenza di personale, stimata in almeno il 30%, con il risultato che molti pazienti si rivolgono altrove oppure rinunciano alle cura: è la fotografia della situazione in Italia al 2024, anno in cui il centro in cui era in cura aveva perso le tracce di Salim El Koudri, che il 16 maggio alla guida della sua auto ha travolto una decina di pedoni a Modena.
E’ una realtà ancora attuale, nella quale la mancanza di risorse e una progressiva riduzione dei finanziamenti hanno determinato una situazione drammatica per l’assistenza psichiatrica nel nostro Paese. Adesso trovare una soluzione sarà compito del Piano di azione nazionale per la salute mentale 2025-2030 approvato il 29 dicembre 2025. Con 80 milioni di euro per il 2026, 85 per il 2027, 90 milioni per il 2028, più 30 milioni l’anno 2029, ha l’obiettivo ambizioso di riorganizzare e potenziare i servizi di salute mentale in Italia, garantendo uniformità di assistenza su tutto il territorio nazionale.
Significa porre riparo a un vuoto organizzativo durato 13 anni, nel corso dei quali in Italia si è determinata una situazione a macchia di leopardo e con gravi lacune. Secondo i più recenti dati disponibili, del 2024, contenuti nel Rapporto sulla salute mentale del ministero della Salute, le strutture attive sul territorio erano 1.236, quelle residenziali 1.962 e 800 le semiresidenziali. Il personale attivo nelle strutture territoriali era di 33.142 addetti, dei quali il 14,5% psichiatri, il 7% psicologi, il 37% infermieri, seguiti da educatori tecnici della riabilitazione psichiatrica e assistenti sociali. Complessivamente, secondo il Collegio nazionale dei direttori dei Dipartimenti di salute mentale, nel 2024, gli operatori dei centri di salute mentale erano circa 25.000 tra psichiatri, psicologi, infermieri ed educatori, pari a 55 per ogni 100mila abitanti: circa 7.500 in meno rispetto allo standard di 83 ogni 100mila abitanti ricevuti nella Conferenza Stato-Regioni.
Queste carenze diventano drammatiche se si confrontano con i numeri delle persone che hanno bisogno di assistenza psichiatrica e che nel 2024, secondo i dati del ministero della Salute, erano più di 845mila, il 55,9% dei quali donne e il 66,3% di età superiore a 45 anni. La schizofrenia è il disturbo più comune fra gli uomini che hanno chiesto assistenza, seguita dai disturbi legati all’abuso di sostanze e al ritardo mentale. Le donne si sono rivolte ai centri di salute mentale soprattutto per disturbi affettivi, nevrotici e depressivi

