E’ stato un esame lungo e articolato quello di Walter Giustini, ex brigadiere dei carabinieri accusato di depistaggio, dinnanzi al tribunale collegiale di Caltanissetta . Giustini sarebbe stato il destinatario delle confidenze del collaboratore Alberto Lo Cicero in merito alla presunta presenza di Stefano Delle Chiaie in Sicilia nel periodo della strage di Capaci. Il militare dell’Arma in pensione ha raccontato ai pm nisseni Pasquale Pacifico e Nadia Caruso come avvicino’ Maria Romeo (che aveva una relazione con il pentito) dopo il tentato omicidio dello stesso Lo Cicero alla fine di dicembre del 1991.
Dopo una prima discussione Giustini e’ stato chiaro: “In carcere c’e’ una persona, se e’ innocente ce lo dica”. Sarebbe stata Romeo a convincere Lo Cicero a iniziare a parlare con i carabinieri. La stessa vittima del tentato omicidio inizio’ a parlare delle persone che incontrava a casa di Tullio Troia e disse anche: “Armando Bonanno e’ mio cugino. C’e’ chi dice che e’ morto per lupara bianca, ma non e’ cosi’. Io l’ho incontrato e ho parlato con lui”. Una dichiarazione, quest’ultima, che Giustini avrebbe subito riferito ai pm di Palermo, che “non diedero peso a queste dichiarazioni – ha raccontato l’imputato – perche’ smentiva i racconti di diversi collaboratori di giustizia”. Lo Cicero da confidente, quindi, e’ stato creduto ma continuo’ a parlare dei personaggi che ruotavano attorno alla casa di Troia meglio conosciuta come “U Mussolini”. Tra le persone che orbitavano c’era anche Salvatore Biondino, l’autista del boss Toto’ Riina arrestato il 15 gennaio del 1993. Gia’ prima delle stragi, quindi, si faceva il nome di Biondino che all’epoca era un incensurato.
“Dopo aver appreso queste informazioni – ha detto il carabiniere – ho effettuato dei sopralluoghi vicino all’officina in cui lavorava e dove abitava ma ho constatato che non c’erano le condizioni per degli appostamenti”. Ha raccontato anche della confidenza ricevuta da Maria Romeo sulla conoscenza di Stefano Delle Chiaie, circostanza che gli e’ stata confermata anche dallo stesso Lo Cicero. Dopo le stragi lo stesso Lo Cicero inizio’ a collaborare con la giustizia ma di Delle Chiaie non parlo’ a verbale. E’ stata una lunga udienza durante la quale l’imputato ha risposto anche alle domande dei difensori Emilio Francesco Buttige’ e Sonia Battagliese.
Al tribunale collegiale di Caltanissetta e’ arrivata anche una richiesta da parte dell’avvocato Fabio Repici, legale di Salvatore Borsellino, in merito a delle dichiarazioni che il pm Vittorio Teresi ha rilasciato nel 1992 alla procura di Caltanissetta. Il legale ne ha chiesto l’acquisizione al dibattimento, ma procura e difesa si sono opposti e il presidente l’ha rigettata. La prossima udienza e’ fissata per il 15 giugno.

