Nel cuore di Caltanissetta torna ciclicamente al centro del dibattito il tema del decoro urbano e della fruizione degli spazi pubblici. A riaccendere la discussione è ancora una volta Piazza Garibaldi, la piazza principale della città, dove non mancano segnalazioni da parte di cittadini e commercianti.
La scena che molti raccontano è ormai nota: persone sedute sui gradini della piazza, spesso con bottiglie o lattine di bevande alcoliche, che restano poi abbandonate sul posto. Una situazione che si registra con particolare frequenza sui gradini della fontana del Tritone, punto di ritrovo spontaneo per chi frequenta il centro storico.
Lattine lasciate sui gradini, bottiglie accanto alle panchine, piccoli gruppi che sostano a lungo consumando alcol in uno degli spazi più rappresentativi della città. Episodi che alimentano la percezione di trascuratezza proprio nel cuore del capoluogo.
Il tema riporta inevitabilmente a una domanda sempre più ricorrente: perché non valutare anche a Caltanissetta misure già adottate in molte città italiane?
In diversi centri urbani del Paese i sindaci hanno introdotto ordinanze che vietano il consumo di alcol in alcune piazze, parchi pubblici o aree monumentali. Si tratta di provvedimenti che non limitano l’attività dei locali ma regolano il consumo negli spazi pubblici, con l’obiettivo di contrastare bivacchi, degrado urbano e abbandono di rifiuti.
Il fondamento normativo di queste misure è rappresentato principalmente dagli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali, che attribuiscono ai sindaci il potere di emanare ordinanze per tutelare sicurezza urbana, decoro e vivibilità degli spazi pubblici.
Il modello adottato in molte città è piuttosto semplice: il consumo di alcol resta consentito all’interno dei bar e nei plateatici autorizzati, mentre viene vietato sedersi nelle piazze con bottiglie o lattine oppure consumare bevande alcoliche sui gradini dei monumenti.
Tra i casi più citati c’è quello di Trento, dove un’ordinanza sindacale ha vietato il consumo e la detenzione di alcol in alcune vie e piazze del centro storico, con sanzioni amministrative che possono superare i 500 euro. Misure simili sono state introdotte anche in città come Firenze e Verona, soprattutto nelle aree monumentali e nei luoghi di maggiore pregio storico.
Provvedimenti che mirano a preservare il decoro degli spazi pubblici senza interferire con l’attività dei pubblici esercizi.
Il dibattito, inevitabilmente, tocca anche Caltanissetta e si inserisce nel più ampio tema della riqualificazione del centro storico. Piazza Garibaldi dovrebbe rappresentare il salotto urbano della città, il luogo simbolo dell’identità nissena, dominato dalla Cattedrale di Santa Maria La Nova e dal Palazzo del Carmine, sede del municipio.
Naturalmente qualsiasi eventuale provvedimento dovrebbe essere accompagnato da controlli effettivi, con il coinvolgimento della polizia municipale per garantire il rispetto delle regole.
Resta però una domanda che molti cittadini continuano a porsi: se in diverse città italiane il consumo di alcol nelle piazze è stato regolamentato attraverso ordinanze specifiche, perché non valutare una misura simile anche a Caltanissetta?
Una riflessione che riguarda direttamente il futuro e l’immagine della piazza principale della città. Perché osservando alcune scene quotidiane – persone sedute sui gradini della fontana con bottiglie e lattine lasciate a terra – qualcuno si chiede se quello spazio possa ancora essere considerato davvero il salotto della città. O, come qualcuno osserva con amarezza, se così si possa ancora chiamare.

