Salute

Consumi: Coldiretti, gia’ 200 mila firme contro cibo in provetta

Redazione

Consumi: Coldiretti, gia’ 200 mila firme contro cibo in provetta

Gio, 24/11/2022 - 10:31

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 Sono oltre 200 mila le firme raccolte su tutto il territorio nazionale dalla mobilitazione della Coldiretti per promuovere una legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione del cibo sintetico in Italia, dalla carne prodotta in laboratorio al latte “senza mucche” fino al pesce senza mari, laghi e fiumi, contro il cibo sintetico.

Lo ha annunciato il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel sottolineare che si tratta di una corsa contro il tempo per la presentazione delle firme al ministro all’Agricoltura e alla Sovranita’ Alimentare Francesco Lollobrigida, poiche’ gia’ ad inizio 2023 potrebbero essere, infatti, introdotte a livello Ue le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio che coinvolgono Efsa e Commissione Ue, dopo la prima autorizzazione concessa dalla Fda Usa.

Un successo che conferma la forte opposizione degli italiani ai cibi artificiali evidenziata dal Censis secondo cui si tratta di una realta’ che viene nettamente rifiutata dall’84 per cento degli italiani che si dichiara contrario all’idea di cibi prodotti in laboratorio da sostituire a quelli coltivati in agricoltura. Il no al cibo sintetico e’ preponderante per classi di eta’, titolo di studio, genere, area territoriale di residenza, livello di reddito.

La contrarieta’ e’ infatti trasversale come dimostrano le firme raccolte nell’ambito dell’iniziativa di Coldiretti, Campagna Amica, World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe e Filiera Italia. Insieme al premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura e della Sovranita’ alimentare hanno firmato ministri e Sottosegretari, Parlamentari nazionali ed europei, Sindaci, personalita’ della cultura dello sport e dello spettacolo, rappresentanti istituzionali di Regioni e Province, imprenditori e numerosi Vescovi. Si tratta di fermare una pericolosa deriva che mette a rischio il futuro della cultura alimentare nazionale, delle campagne e dei pascoli e dell’intera filiera del cibo Made in Italy.