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Black Friday, corriere stroncato nel suo furgone: trovato morto dopo aver lavorato 7 giorni su 7, 14 ore al giorno

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Black Friday, corriere stroncato nel suo furgone: trovato morto dopo aver lavorato 7 giorni su 7, 14 ore al giorno

Gio, 24/11/2022 - 15:22

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Morire di troppo lavoro per il Black Friday: è successo nel Kent, in Gran Bretagna, dove un corriere di 49 anni, Warren Norton, è stato stroncato da un infarto dopo aver lavorato 7 giorni su 7, per 14 ore al giorno.

L’uomo, un dipendente della società di spedizioni Dpd, è stato trovato nel suo van, accasciato sul volante, nel parcheggio del deposito di Dartford.

Black Friday e morti sul lavoro – Ad accorgersi del decesso sono stati alcuni colleghi, che, vedendo il 49enne con la testa sul volante del suo van Citroën, hanno pensato stesse dormendo, poiché stremato dal troppo lavoro; ma dopo aver bussato sul finestrino per svegliarlo, non ricevendo alcuna risposta, i lavoratori hanno deciso di sfondare il vetro del finestrino, intuendo che la situazione fosse più grave. Norton è così stato trascinato a terra, dove i colleghi hanno tentato di rianimarlo praticando il massaggio cardiaco con il defibrillatore, in vano.

150 pacchi al giorno – Il 49enne era un corriere autonomo. Generalmente questa tipologia di lavoratori consegna più di 150 pacchi al giorno. Norton era da giorni che lavorava quante più ore potesse, spesso sotto il sole, per consegnare più pacchi possibili. “In questi giorni di Black Friday i manager cercano di convincerti a lavorare più giorni e fare orari più lunghi perché sanno che siamo lavoratori autonomi. E il magazzino deve essere smaltito a tutti i costi dai pacchi”, ha commentato una dipendente al The Sun.

Intanto un portavoce della società di spedizioni DPD ha confermato la morte di Norton, aggiungendo: “I nostri pensieri vanno alla sua famiglia e ai suoi amici in questo momento”.

Oms: troppo lavoro fa male – L’anno scorso l’Oms aveva diffuso un report sulle morti causate dall’eccesso di lavoro, affermando che “troppo lavoro fa male: più alto è il rischio di morire di ictus o infarto”.