Come il gioco aiuta le casse di stato e regioni

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Lavoro e gettito fiscale, il mondo del gambling è una vera e propria industria. Vediamo numeri e proposte

Quello del gioco è un mondo complesso e articolato. Che parte dalle aziende e dai gestori delle sale dedicate al gioco e arriva fino alle quelle che gestiscono gli apparecchi, in una filiera che parte dai produttori e passa per i manutentori e gli importatori.  Per questo è difficile rilevare con certezza il numero degli addetti e dei lavori dal gioco legale. 

All’interno del settore “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco”, infatti, si distinguono tre sottoinsiemi: le Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio, la Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone e infine le altre attività connesse con le lotterie e le scommesse. Difficile insomma districarsi in questa selva di sale da gioco virtuali su internet e attività di bookmaker, sale bingo e concorsi a premi.

Lo studio di Settore

Prendiamo come campione le sole aziende e sedi del settore Ateco e i dati aggiornati estratti da uno studio di settore su slot machine e vlt. All’interno di questo report pubblicato da Giochidislots si leggono come fossero attive: 6.997 sedi, per un totale di 11.261 unità locali e 33.698 addetti di settore. Tra le prime sei regioni troviamo Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Emilia-Romagna e Toscana, che da sole rappresentano il 69% del totale addetti. Tra le venti province più “occupate” troviamo invece Napoli, Roma, Milano, Bologna, Firenze, Lecce e Ancona, senza nessuna menzione per la Sicilia. 

Guardando invece il sistema AWP-VLT, in Italia, trovano occupazione in questo segmento oltre 56.000 persone. Un settore florido come pochi, anche per quanto riguarda il gettito fiscale, che supera i 6 miliardi di euro, quasi il 60% dell’intero comparto giochi, che ne produce invece 10 miliardi. Per trovare un’equivalente potremmo dire che il gioco in Italia produce le stesse risorse che andranno spese nel 2019 per pensione e reddito di cittadinanza. Va da sé quindi che con la perdita di questo flusso si creerebbe un piccolo collasso per le casse statali, rimpiazzabile con un aumento delle tasse di 234 euro a famiglia.

Il caso della Sicilia

E a beneficiare di questo gettito fiscale non è solo il livello statale, ma anche le casse di comuni e regioni, che trovano linfa vitale soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti di opere pubbliche o misure di sostegno all’occupazione. È di poche settimane fa la proposta di legge avanzata da Nino Minardo di Forza Italia, che chiede di modificare alcuni articoli dello statuto della Regione Sicilia, inerenti alla materia legislativa e regolamentare. 

In particolare l’articolo 2, modificabile in maniera da garantire alla regione “una quota pari al 25 percento del gettito delle imposte di produzione e delle entrate dei monopoli dei tabacchi e dei giochi pubblici. Le risorse rivenienti da tale quota sono destinate alla realizzazione di interventi di sviluppo economico e di crescita occupazionale della Regione, nonché di interventi per la manutenzione e la costruzione di opere infrastrutturali e di edilizia popolare e scolastica”.

Sarebbe un cambiamento epocale, che darebbe centralità al gioco e sottolineerebbe la sua importanza a livello economico per il benessere dello stato. La proposta andrà in lavorazione in Commissione. 

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