Salute

Mafia: affari e cemento all’ombra di Messina Denaro, 5 arresti

Redazione

Mafia: affari e cemento all’ombra di Messina Denaro, 5 arresti

Mer, 30/03/2016 - 10:12

Condividi su:

carabinieriTRAPANI – E’ stata battezzata “Cemento del Golfo” l’operazione dei carabinieri di Alcamo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, danneggiamento aggravato, fittizia intestazione aggravata, frode nelle pubbliche forniture e furto. Fatta luce anche sulla rete del pizzo scoperta, spiegano gli investigatori, grazie alle denunce delle vittime. Un blitz scattato nel quadro delle attivita’ investigative finalizzate alla ricerca di Matteo Messina Denaro e a colpire il sistema economico-imprenditoriale riconducibile a Cosa nostra con a capo il superlatitante. I militari della Compagnia di Alcamo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno cosi’ dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti del capomafia di Castellamare del Golfo e di altri quattro affiliati, tra cui alcuni imprenditori. E’ stata dimostrata, rilevano gli investigatori dell’Arma, la volonta’ della mafia di Castellammare del Golfo di favorire Artale – che risponde di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, intestazione fittizia aggravata, furto e violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno – per assicurargli una posizione dominante nel mercato del calcestruzzo. Con intimidazioni venivano esercitate pressioni sui committenti di lavori privati e sulle ditte appaltatrici. In questo modo, l’ex imprenditore antiracket riusciva ad aggiudicarsi tutte le maggiori forniture nei lavori in zona, sia lavori privati, sia applati pubblici. Oltre alle cinque misure in carcere sono stati notificate sei informazioni di garanzia per intestazione fittizia di beni e favoreggiamento personale, per tutti con l’aggravante di avere agevolato Cosa nostra. Diversi sono stati gli episodi estorsivi, anche con il classico metodo della ‘messa a posto’, accertati nel corso dell’indagine, alcuni dei quali venuti alla luce anche grazie alla collaborazione delle vittime. Nel corso dell’operazione e’ stata sequestrata la SP Carburanti srl, con sede legale a Castellammare del Golfo, considerata fittiziamente intestata a prestanome, ma riconducibile al clan locale. L’esito dell’operazione, scaturita dalle attivita’ investigative finalizzate alla cattura di Messina Denaro, sono frutto del meticoloso lavoro investigativo della Compagnia carabinieri di Alcamo e diretto dalla Dda di Palermo a partire dal gennaio 2013. Due anni di complesse indagini che hanno permesso di far emergere l’attuale organigramma mafioso della cupola castellammarese operante in uno degli storici territori controllati da Cosa nostra trapanese. Zona caratterizzata da una recrudescenza di attentati incendiari ai danni di imprenditori del settore edile. Una serie di danneggiamenti ai mezzi e veicoli del movimento terra collocati in un contesto mafioso legato alla cosca di Castellammare del Golfo, parte del mandamento di Alcamo, che vede al vertice Mariano Saracino, gia’ condannato per associazione mafiosa, e da sempre legato al gruppo alcamese dei Melodia.

banner italpress istituzionale banner italpress tv