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“Racconti di Viaggio”, giovedì 30 maggio ultimo appuntamento

Redazione

“Racconti di Viaggio”, giovedì 30 maggio ultimo appuntamento

Mar, 28/05/2013 - 08:13

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CALTANISSETTA – Torna “L’angolo dell’avventura” di Caltanissetta con i suoi “Racconti di Viaggio”, l’iniziativa che ogni mese consente di conoscere il mondo attraverso reportage di viaggio con proiezione di foto e video digitali presentati e commentati dagli stessi autori-viaggiatori.

A chiudere il ciclo di proiezioni della terza edizione 2013 sarà appassionato Claudio Arcarese viaggiatore, coordinatore di Avventure nel Mondo e Presidente dell’Angolo nisseno con il suo reportage dal titolo “BIRMANIA. L’INCONTRO CON UN POPOLO IN PREGHIERA” cronaca di un viaggio che ha avuto luogo nella splendida terra di Aung San Suu Kyi, la leader birmana Premio Nobel per la Pace nel 1991 che da sempre si batte per la democrazia e la libertà del suo popolo, che si è svolto dal 15 al 31 gennaio dello scorso anno.  Per l’occasione saranno presenti i partecipanti al viaggio oggetto del racconto.

“È con desiderio ma anche con timore che pensi e realizzi un viaggio in Birmania: sai benissimo che è governata da una dittatura feroce, che bisognerebbe boicottare scegliendo altre destinazioni, ma alla fine prevale l’attrazione per una meta che ti aspetti ancora autentica, quasi incontaminata nella sua tradizionale dimensione orientale. La Birmania è il paese più grande del sud-est asiatico, e, appunto, il meno contaminato dalla cultura occidentale. E’ una terra scandalosamente affascinante che tuttavia, grazie alla fallimentare politica del governo dittatoriale, si trova in condizioni di arretratezza.

Il fascino della Birmania sta nel fatto che davvero qui la storia s’è fermata, e la sua tragedia nel fatto che è stata fermata per ordine di despoti che hanno soffocato nel sangue ogni tentativo di farla progredire. La Birmania è una terra che custodisce un patrimonio storico ed artistico immenso, ma al di là delle meraviglie architettoniche e paesaggistiche ciò che più colpisce di questo Paese è l’incontro con la disarmante gentilezza del suo popolo. E con la sua profonda spiritualità. La popolazione, che vive ancora oggi secondo i ritmi secolari di una civiltà contadina, trova anzi, la forza di sopravvivere alle difficoltà e ai soprusi della dura dittatura militare proprio grazie alla sua religiosità profonda, senza ombra di fanatismo, che nessuna forza politica o militare potrà mai estirpare. E l’intensa e profonda spiritualità birmana ha aiutato anche me a conoscere meglio il buddismo ed a considerarlo, non come una moda, più o meno transitoria, per occidentali in crisi, ma come un pozzo straordinariamente ricco a cui è sempre bene attingere. E anche se non sono in grado di comprendere, in tutto e per tutto, la lezione sulla vita e sulla morte che esso racchiude, sento comunque da esso discendere su di me un sentimento di pace”. (Claudio Arcarese)

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