CALTANISSETTA – Si fermeranno quasi tutti, i lavoratori dei comuni aderenti all’Ato Ambiente Cl1 e pure alcuni dell’Ato Cl2. Lo sciopero coinvolge anche il versante sud della provincia. Le sigle sindacali, Cgil, Cisl e Uil, hanno confermato, che l’astensione dal lavoro e il sit in davanti la Prefettura si terranno lunedì 27 maggio. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori delle due società d’ambito, ma non quelli di Caltambiente che invece hanno ottenuto lo stipendio perché pagato direttamente dall’amministrazione comunale del capoluogo nisseno, assieme alla discarica di Lentini. Sono circa un centinaio gli addetti che sono impiegati a vario titolo nei comuni del versante nord, tra amministrativi e netturbini, i quali, quest’ultimi, rappresentano la fetta più grossa. Mentre per l’Ato Cl2 il numero dei dipendenti è di gran lunga superiore in rapporto al numero di abitanti.
Da due mesi il personale non percepisce lo stipendio, mentre a breve i mesi saranno tre. I comuni con maggiore criticità sono Sommatino e Delia (dell’Ato Cl2 ndr), dove i lavoratori non prendono lo stipendio da cinque mesi. La decisione di fare sciopero è stata presa nel corso dell’assemblea spontanea dello scorso 13 maggio. Sempre lunedì un gruppo di scioperanti si recherà dinanzi la Prefettura per manifestare, pacificamente a partire dalle 10 fino alle 12. Mentre la raccolta dei rifiuti non sarà assicurata se non per garantire i servizi essenziali (ospedali e mercati). I comuni che si ritroveranno i rifiuti per strada sono Acquaviva Platani, Bompensiere, Campofranco, Milena, Montedoro, Sutera, e Mussomeli, Vallelunga, Villalba, Santa Caterina, Resuttano, Serradifalco e San Cataldo (dove ci sono 4 lavoratori che non appartengono alla Geo Agriturismo).
A Marianopoli, San Cataldo (per la cooperativa Geoagriturismo) e Caltanissetta (Caltambiente), il servizio è in appalto e le amministrazioni stanno intervenendo direttamente versando i pagamenti alle imprese. Per quanto riguarda il Comune di Caltanissetta, allo stesso spettano, nell’ambito delle spese generali anche quelle dei dipendenti amministrativi. Il meccanismo del pagamento diretto da parte di alcuni comuni alle imprese e alla discarica, ha reso ancora più problematica la situazione e quasi impossibile assicurare gli emolumenti ai dipendenti Ato. La Tares, la nuova tassa che sta per arrivare nelle case degli utenti, ha innescato un meccanismo “perverso”. Se da una parte i proventi arriveranno in quattro rate nelle casse comunali, dall’altra non ci sono risorse per pagare oltre che i lavoratori, anche le spese di raccolta del percolato e i fornitori.

