Consiglio provinciale, conto consuntivo 2012: approvazione differita, manca il numero legale

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CALTANISSETTA – Il Consiglio provinciale ha aperto la nuova sessione con l’affrontare l’argomento più importante, cioè quello relativo al conto consuntivo 2012, la cui approvazione però è stata differita dato che al momento della votazione dell’atto è mancato il numero legale, con conseguente aggiornamento della seduta alle 24 ore: avevano comunque votato positivamente i 12 consiglieri a quel momento presenti (non sufficienti però a garantire il quorum), e cioè Vincenzo Accurso, Alessandra Ascia, Salvuccio Bellanca, Giovanni Cacioppo, Vincenzo Cascino, Massimo Catalano, Roberto Cigna, Alfonso Cirrone Cipolla, Salvatore D’Arma, Giuseppe Licata, Michele Mancuso e Giuseppe Sorce.

In apertura di seduta Gaetano Petralia ha ricordato come un recente pronunciamento della Corte dei Conti abbia dato ragione agli uffici finanziari dell’ente a proposito del rispetto degli equilibri contabili, il che – ha detto il consigliere – ha ridato serenità all’ente, di cui ha ringraziato il personale tutto per la collaborazione prestata nella legislatura che va a concludersi. Cigna, componente della commissione bilancio, ha voluto leggere tale pronunciamento, ricordando poi i passati dissidi sorti tra il Consiglio e i revisori contabili già in sede di approvazione del bilancio di previsione, nella cui sessione c’era stato anche un forte scambio polemico con il presidente del collegio, organo che s’era scisso sul relativo parere. Anche stavolta – ha rimarcato il consigliere – in sede di rendiconto di gestione s’è ricreata discordanza in seno al collegio (composto da Giovanni Crimì che lo presiede, Luigi Messina e Maria Grazia Marchese).

Sul rendiconto pesava una questione inerente alla corretta imputazione di una somma resasi disponibile per l’ente, per come ricordato da Messina, sulla quale come detto la Corte Costituzionale ha fatto chiarezza condividendo l’operato dell’ente: anche se, secondo Crimì, l’ultima parola dovrebbe essere presa a livello ministeriale, pur prendendo atto dell’articolato pronunciamento della Corte dei Conti.

D’Arma ha biasimato i toni sbagliati e la troppa fibrillazione con cui si sono affrontate negli ultimi mesi le questioni contabili alla Provincia, mentre Catalano s’è detto rasserenato dal richiamato pronunciamento, rimarcando ancora i contrasti sorti in seno al collegio revisionale da cui, per tale motivo, ha detto di non essersi sentito garantito. Anche Cascino ha sottolineato la valenza del pronunciamento che, a sua detta, ha dato ragione alle scelte del Consiglio.