Il governatore durante la sua deposizione ha ripercorso le azioni intraprese sin dal 2003, contro la mafia e per il ripristino a Gela della legalita’. Era il 2010 quando il clan degli Emmanuello di Gela, sentenzio’ la morte dell’allora europarlamentare Rosario Crocetta ma ancor prima sindaco di Gela che aveva imbastito una guerra contro la famiglia Emmanuello, che nel comprensorio dettava legge. Crocetta, si era permesso di licenziare la moglie del boss, la moglie di Daniele Emmanuello, che lavorava al comune di Gela come Lsu. Aveva puntato pubblicamente il dito contro il clan, definendole persone mafiose. Un agguato, l’ennesimo quello in preparazione nei confronti di Crocetta che pero’ falli’ grazie alle dichiarazioni rese da un pentito che nel 2010 era detenuto ad Agrigento. Quelle rivelazioni culminarono nell’arresto di cinque affiliati a Cosa nostra di Gela. In primo grado per tutti e’ arrivata la condanna.
di Redazione 3
Gio, 24/09/2026 - 11:54


