Salute

Scuola: pediatri, le regole d’oro per un buon rientro

Redazione

Scuola: pediatri, le regole d’oro per un buon rientro

Sab, 15/09/2012 - 22:50

Condividi su:

CALTANISSETTA – Zaino in spalla e via: i bambini e i ragazzi tornano a scuola. Con l’avvio dell’anno scolastico e’ necessario riprendere sane abitudini per affrontare al meglio la giornata che, anche per i piccoli che stanno otto ore in classe e non solo quindi per i maestri, e’ piuttosto impegnativa e faticosa. In estate molte regole sono saltate: si va a letto piu’ tardi, si mangia qualche gelato in piu’ anche fuori pasto, si concede di aggirare qualche divieto. Ora basta pero’! “E’ il momento di cominciare ad andare a letto presto la sera – spiega il professor Giuseppe Titti, pediatra neonatologo e docente della prima scuola di Pediatria dell’Universita’ degli Studi di Roma, La Sapienza -. Almeno una settimana prima che inizi la scuola, i bambini devono andare a letto presto, verso le ventuno per esempio, dopo aver cenato entro le venti. Un buon sonno, per poter poi essere attivi durante le ore di lezione e’ fondamentale”. Fondamentale come la colazione: “Mai saltarla – sottolinea il medico – deve essere abbondante e consumata stando seduti. Non si puo’ mangiare di corsa. Ad una certa ora del giorno si va in astinenza da zuccheri. E’ vero che nelle scuole, alle dieci si fa merenda ma bisogna anche vedere che cosa si mangia. Se si tratta di un prodotto da forno o di frutta va bene. Se e’ la pizza con gli insaccati, proprio no. E’ cibo che appesantisce e rende meno vigili”. Al momento dell’ingresso a scuola, “ci devono essere i genitori, sarebbe preferibile – aggiunge Titti -. Mamme e papa’ hanno il compito di incoraggiare i figli, non terrorizzarli con la solita frase, se fai questo la maestra ti punira’ecc…ma spiegare come ci si deve comportare onde non pregiudicare il rapporto con l’insegnante. Ci sono delle regole, vanno rispettate ma anche i docenti devono saper prendere per mano il bambino, formandolo e non terrorizzandolo”. Prima ancora di iniziare ad andare a scuola pero’, il Pediatra avverte: fate fare una visita oculistica al vostro bambino, conducetelo anche dall’otorino. “Molto spesso, i genitori trascurano questo aspetto e vanno dall’oculista solo quando si manifesta il problema. Il bambino – aggiunge il pediatra – scrive o vede male alla lavagna e solo dopo diversi mesi viene visitato. A volte poi, i bambini che ci sembrano vivaci, saltano sui banchi e gridano, in realta’ nascondono problemi di udito e manifestano il disagio alzando la voce piu’ degli altri”. E al banco? “Al banco scatta il problema postura: non tutti i banchi sono idonei all’altezza dei bambini. I genitori dovrebbero, attraverso gli organi preposti, farli controllare. Ci sono bimbi piu’ bassini che si mettono ai primi banchi e va bene, ma quelli alti, non stanno poi con la schiena dritta se il banco e’ basso. Che fare? I soldi non ci sono lo so, magari mettersi d’accordo per usare dei rialzi… non costano molto. Nelle Asl ci sono le persone addette a questo tipo di sopralluoghi: muovetevi genitori allora”. Alle 12,30 a scuola si mangia: “e qui, la famiglia gioca un altro ruolo fondamentale. Il bambino che non mangia a scuola, non lo fa perche’ si mangia male. Nelle scuole il cibo e’ controllato e sano. Il bambino non mangia perche’ a casa gli e’ concesso di mangiare quel che vuole o ha ereditato dai genitori abitudini alimentari che lo inducono a selezionare. Se volete che vostro figlio a scuola mangi, fate vedere che i primi a mangiare tutto siete voi. Cosi’ si spenderanno meno soldi in farmaci e vitamine”. Alle 16,30 si esce da scuola: “e inizia la roulette delle tante attivita’ – aggiunge il Pediatra – anche qui, andiamoci piano con le merendine super caloriche. Se uno porta a nuoto il figlio, all’uscita non deve dargli pane e prosciutto. Ma farlo cenare e basta. Altrimenti si rischia il sovrappeso, disturbo che interessa molti bambini. I piccoli che pranzano a casa avranno diritto a un’oretta di svago prima di mettersi a fare i compiti, facilitando la digestione. Poi, dopo i compiti, spazio all’attivita’ sportiva”. Alle venti? “Alle venti la cena, un pasto completo non abbondante ovviamente, anche un gelato finale perche’ no? E poi dopo un’oretta a letto e domani si ricomuncia”. Un po’ di svago al computer? “Non di sera prima di andare a letto – sottolinea Titti – videogiochi e internet possono andare, magari mezz’ora o un’ora al giorno, ricordandosi che in soggetti preposti, possono anche scatenarsi convulsioni”. (AGI)

banner italpress istituzionale banner italpress tv