CALTANISSETTA – Si chiude il cerchio attorno a un delitto commesso 17 anni fa a Niscemi. La Squadra Mobile di Caltanissetta e il commissariato di Niscemi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Vincenzo Pisano, accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio di Antonino Barone, muratore, ucciso a Niscemi l’11 ottobre del 95. Il presunto killer e’ gia’ in carcere, a Prato, per altra causa. L’agguato venne commissionato da Antonino Pitrolo, oggi collaboratore di giustizia ma all’epoca era ai vertici di Cosa nostra e da Alfredo Campisi, a sua volta assassinato il 6 novembre del 1996. Barone venne ammazzato per la sua appartenenza alla “Stidda”.
Ilsuo atteggiamento sarebbe stato poco gradito agli affiliati di Cosa nostra. Fu Pisano ad
uccidere Barone, con diversi colpi di pistola calibro 38. Complice del delitto anche Giuliano Chiavetta, all’epoca dei fatti minorenne. Il delitto maturo’ nell’ambito del traffico di sostanze stupefacenti. La vittima stava iniziando ad assumere un ruolo di primo piano infastidendo il gruppo dei cosiddetti giovanissimi appartenenti a Cosa nostra, clan in quel periodo capeggiato da Alfredo Campisi e Antonino Pitrolo. La Squadra mobile, per far luce sul delitto di Antonino Barone, si e’ avvalsa delle collaborazioni di Giuliano Chiavetta e Antonino Pitrolo. Il cadavere di Barone venne ritrovato all’interno
della sua Alfa Romeo 164, in contrada “Vascelleria”. L’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Pisano e’ stata emessa dal Gip di Catania Santino Mirabella su richiesta dei sostituti procuratori della Direzione distrettuale Antimafia Carmelo Zuccaro e Lucio Setola.



