Conclusi i restauri della Madonna dei Miracoli. Guarda le foto prima e dopo l’intervento

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MUSSOMELI – Nessuno ricordava del piede del paralitico ritirato in una piega del gruppo ligneo. Così come a memoria d’uomo tutti avevano dimenticato i colori candidi del viso dell’angelo, del paralitico, e soprattutto quell’immacolato biancore del volto della Madonna dei Miracoli. I lavori di restauro completati pochi giorni fa, da oggi permettono di scoprire le vere tonalità di colore utilizzate da Francesco Biangardi alla fine del XIX secolo. Tutto merito del restauro fatto in maniera precisa e minuziosa da Maria Grazia Murabito (restauratrice di Capo D’Orlando) e dal suo staff. Il ritorno nel Santuario della statua rappresenta per i mussomelesi un momento di grande emozione, per chi da troppo tempo ha sofferto la lontananza dall’immagine della patrona. Dopo la festa del settembre scorso, la statua era sta trasferita nell’attiguo ex convento di San Domenico. Qui, per cinque mesi, Maria Grazia Murabito, assistita da Giuseppe Inguaggiata e Gaetano Salvo, hanno operato con scrupolo e professionalità per ridare bellezza al simulacro. “Abbiamo lavorato tentando di riportare la statua alla naturalezza dell’immagine originale- spiega la restauratrice- ripulendola da quel colore nerastro che la copriva e causato dal fumo delle candele. Poi abbiamo fatto un trattamento disinfestante contro gli insetti xilofagi”. Piccoli interventi di consolidamento, perché come spiega la stessa restauratrice “la statua l’abbiamo trovata in ottime condizioni. Certo, sul paralitico abbiamo dovuto eliminare delle tinteggiature, ma il lavoro principale è stato quello di riportare il gruppo statuario ai vecchi colori. Abbiamo usato materiali poco invasivi, ed ogni piccolo intervento è stato condotto con la supervisione della Soprintendenza”. Intervento che non ha tralasciato il manto ligneo. In questo caso sono state rifatte le incastonature in argento a cura dell’artigiano Gero Falzone, in cui sono stati incastonati degli zirconi e degli swaroscki arrivati dagli Stati Uniti e dalla Germania. Un lavoro che ha incassato l’apprezzamento dei fedeli, e quelli del rettore del Santuario don Diego Di Vincenzo: “E’ stata ridata lucentezza alla statua” ha commentato il sacerdote. Intanto domenica è prevista la messa in onore dell’evento.

L’apprezzamento più importante è giunto da chi ha sponsorizzato l’intero restyling della scultura. Cris Nucera, dirigente responsabile per i Beni storici artistici e iconografici della Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta, si è impegnato per includere il restauro in un finanziamento dell’Assessorato regionale ai Beni culturali, e a “cantiere aperto” ha seguito passo dopo passo l’intervento di Maria Grazia Murabito. “I lavori di restauro del gruppo scultore sono stati finanziati dall’Assessorato ai Beni culturali per l’importo complessivo di 28 mila euro. Eseguiti con diligenza e professionalità dai restauratori, hanno riportato il gruppo scultoreo al suo antico splendore”. Nucera spiega che “l’intervento ha prediletto il restauro conservativo, il quale si basa sui concetti di salvaguardia e prevenzione, ponendo l’attenzione alla materia, nonché il restauro estetico, legato all’immagine, all’aspetto ed alla sua leggibilità, ha seguito i principi fondamentali del restyling: quelli teorici (minimo intervento e rispetto dell’opera d’arte) e quelli pratici (compatibilità dei materiali, stabilità chimica e reversibilità dei materiali)”. Insomma, se i primi fedeli hanno manifestato compiacimento per il lavoro, la totale approvazione è giunta proprio dai tecnici che lo hanno progettato. L’opera, in legno policromo, è stata realizzata nel 1876 dal maestro Francesco Biangardi, di cui quest’anno si celebrano i cento anni dalla morte.