Attraverso gli atti giudiziari, Paolo Borsellino torna a parlare in prima persona e racconta “Il nido di vipere” in cui ha vissuto i suoi ultimi 57 giorni di vita, tra la strage di Capaci e via D’Amelio. E “Il nido di vipere” è anche il titolo del nuovo libro di Vincenzo Zurlo, con prefazione di Lucia Borsellino (Guida Editori), un racconto in prima persona, una formula scelta dall’autore per descrivere quanto ricostruito dalle indagini della Procura di Caltanissetta , dando voce a Paolo Borsellino, che così definisce l’ambiente in cui si lavora a lavorare nell’ultimo periodo della sua vita. “Il nido di vipere non è un omaggio – spiega Zurlo – è una testimonianza. Non chiede di ricordare Paolo Borsellino: chiede di ascoltarlo, fino in fondo”.
Nel libro il magistrato presta la voce e l’autore la penna, si legge in una nota, e la verità è quella scritta negli atti, anche quando per anni nessuno ha voluto leggerla. Secondo quanto si legge nel volume, Borsellino non pensava soltanto a Cosa nostra, il nemico dichiarato, quello che conosceva meglio di chiunque altro. Pensava anche a ciò che aveva intorno: uffici, apparati, luoghi in cui la diffidenza aveva preso il posto della fiducia. E pensava ai colleghi che gli nascondevano le cose. Informazioni sottratte, carte trattenute, silenzi calcolati. Riunioni convocate apposta quando lui non c’era. Il tradizione, per lui, non veniva solo da fuori. Lucia Borsellino quei giorni li ha vissuti accanto al padre, dentro la casa in cui Paolo Borsellino cercava di tenere lontano il pericolo, e da allora non ha mai smesso di pretendere la verità sulla sua morte, con ostinazione e con dignità. Accettare di accompagnare un libro in cui il padre torna a parlare in prima persona non è un gesto scontato: è un atto di fiducia verso quella voce e verso le carte da cui nasce. Le sue pagine danno al libro il suo senso più profondo: contro l’oblio non basta ricordare, bisogna consegnare quella memoria e quell’energia alle nuove generazioni. Non un’operazione letteraria, dunque, ma un passaggio di testimone.

