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Seus 118, Castro sulle criticità nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa: “Prima dei giudizi servono tutti i dati”

Redazione

Seus 118, Castro sulle criticità nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa: “Prima dei giudizi servono tutti i dati”

Lun, 07/09/2026 - 11:02

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PALERMO (ITALPRESS) – “La prima cosa che ritengo doverosa è riportare il confronto sul terreno dei dati e dei documenti. La SEUS non intende sottrarsi alla valutazione delle criticità. Al contrario, ha fornito all’Amministrazione regionale una relazione articolata proprio per consentire una valutazione completa della situazione. C’è però un dato fondamentale: l’attività ispettiva richiamata non ha interessato direttamente la SEUS. Non risultano accessi ispettivi presso la Società, né risultano acquisiti direttamente dalla SEUS dati e documenti relativi alla disponibilità dei mezzi, alla manutenzione, alla sostituzione delle ambulanze, al personale e alle misure adottate per garantire la continuità del servizio. Ritengo quindi corretto che ogni giudizio sulla gestione della Società sia formulato dopo aver esaminato anche la documentazione della Società stessa”. Lo afferma Riccardo Castro, presidente della SEUS 118, ribattendo a ricostruzioni sulla situazione del 118 nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, dove si parla di ambulanze ferme, carenza di personale, disservizi e responsabilità della governance SEUS.

“Ambulanze ferme? I fermi tecnici esistono e non li abbiamo mai nascosti. Ma è necessario spiegare che cosa c’è dietro quel numero. Nel periodo dal 1° gennaio al 31 agosto 2026, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, la media giornaliera è stata di 3,27 fermi tecnici per guasti o problemi di efficienza della flotta, 5,58 per mancanza di personale autista-soccorritore e 0,81 per mancanza di personale sanitario. Quindi non è corretto trasformare il dato complessivo dei fermi in un dato che rappresenti esclusivamente un problema di mezzi o di manutenzione. La componente principale è stata la carenza di personale – sottolinea Castro – Quindi la carenza di autisti-soccorritori non è un problema che nasce oggi? Assolutamente no. È un problema che la SEUS ha rappresentato agli organismi competenti da anni. Già nel novembre 2022 la Società aveva segnalato il progressivo decremento del personale autista-soccorritore e aveva chiesto, nelle more delle assunzioni stabili, di poter ricorrere alla somministrazione di personale. Successivamente il fabbisogno è stato ulteriormente aggiornato fino ad arrivare, nel Piano assunzionale 2026-2027, a 344 unità aggiuntive di fabbisogno immediato e 425 assunzioni complessive previste nel biennio, tenendo conto anche delle ulteriori fuoriuscite. La Società ha inoltre predisposto gli atti propedeutici alla procedura concorsuale”.

“Per questo – osserva – non ritengo corretto rappresentare la carenza di personale come il risultato di una semplice inerzia della SEUS”. Ma se la SEUS sapeva della carenza di personale, perché non ha risolto il problema? “Perché una società pubblica non può assumere autonomamente ignorando i vincoli normativi e le procedure di autorizzazione previste per le società partecipate – ribatte –. La SEUS ha rappresentato ripetutamente il fabbisogno e ha chiesto le necessarie autorizzazioni, evidenziando che il personale autista-soccorritore costituisce una componente direttamente indispensabile per l’erogazione del servizio essenziale di emergenza-urgenza. Nel frattempo la Società ha dovuto organizzare quotidianamente le risorse disponibili per garantire il massimo livello possibile di copertura”.

Alla domanda su cosa concretamente faccia SEUS ogni giorno per fronteggiare le assenze, Castro risponde così: Abbiamo strutturato un sistema quotidiano di monitoraggio. Alle 7 e alle 19 viene effettuato un raccordo con le Centrali Operative per verificare la disponibilità delle postazioni. Entro le 7:30 e le 19:30 viene effettuata la programmazione delle risorse e, quando necessario, il riposizionamento del personale, dando priorità alle postazioni con equipaggio autista-soccorritore e alle postazioni medicalizzate. È un’attività quotidiana, finalizzata a mantenere la continuità del servizio nonostante la carenza di organico”

“Tra il 2021 e il 2023 sono state acquistate e progressivamente immesse in servizio 234 nuove ambulanze Peugeot. Al 1° gennaio 2026 la dotazione complessiva era di 324 ambulanze – racconta -. Nel 2026 sono state acquistate ulteriori 23 nuove ambulanze, assegnate al bacino di Catania, ed è stata definita la procedura per ulteriori 88 ambulanze. Sono numeri difficilmente compatibili con l’idea di una Società che non abbia affrontato il problema della flotta”.

Inoltre, “nel precedente modello gestionale erano emerse criticità negli interventi manutentivi e nei tempi di ripristino. La Società è intervenuta formalmente nei confronti dell’affidatario e ha successivamente modificato il modello di gestione, anche attraverso officine convenzionate. Quindi bisogna distinguere le criticità manutentive che si sono verificate nel passato dall’attuale modello gestionale, che è stato modificato proprio per affrontare quelle criticità”.

Perché nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa le eccedenze sono così numerose? “Nel 2025 nella macroarea sono state registrate 14.494 eccedenze, a fronte di 149.922 interventi 118. Nel periodo gennaio-giugno 2026 le eccedenze sono state 8.591 – elenca Castro -. Ma il dato che merita attenzione è un altro: nel periodo gennaio-agosto 2026 sono state registrate 118.461 missioni complessive, mentre gli eventi con missione risultano inferiori. La differenza è di 13.361 mezzi inviati in più, pari a oltre l’11%. Naturalmente l’impiego di più mezzi può essere pienamente giustificato dalla complessità di un evento. Ma è proprio per questo che occorre analizzare caso per caso le modalità di gestione e di assegnazione delle risorse’.

Per Castro “non è possibile attribuire alla SEUS tutte le criticità del sistema senza analizzare anche le modalità con cui le richieste vengono gestite, valutate e trasformate in missioni. La gestione delle chiamate, la valutazione dell’evento, l’assegnazione e il coordinamento delle risorse e la gestione delle eccedenze appartengono alla sfera delle Centrali Operative e degli altri soggetti istituzionali competenti. La SEUS assicura invece la componente operativa territoriale affidata alla Società. Confondere questi due livelli significa rischiare di attribuire a un soggetto responsabilità che appartengono ad altri”.

Per Castro “le criticità esistono e vanno affrontate. Quello che contesto è l’idea che possano essere ricondotte automaticamente a un unico soggetto senza analizzare l’intero sistema. La nostra relazione dimostra che SEUS ha rappresentato il fabbisogno di personale, ha adottato misure straordinarie per garantire la continuità, ha rinnovato la flotta, ha modificato il sistema manutentivo e continua quotidianamente a monitorare e riposizionare le risorse disponibili. Qual è la mia richiesta alla Regione? Una sola: guardare i dati, tutti i dati. Se ci sono responsabilità della SEUS, siamo pronti a risponderne. Ma allo stesso modo devono essere analizzati tutti gli altri fattori che incidono sul funzionamento del 118: organizzazione delle Centrali, gestione delle chiamate, assegnazione delle risorse, eccedenze, permanenza delle ambulanze nei Pronto Soccorso, disponibilità del personale sanitario, organizzazione territoriale e modalità di utilizzo dei mezzi. Solo così si può arrivare a una valutazione realmente oggettiva”.

Ai cittadini siciliani che leggono di un 118 in difficoltà il presidente della SEUS dice che “il 118 è un servizio essenziale e che tutti noi abbiamo il dovere di migliorarlo. Ma dico anche che gli operatori SEUS ogni giorno lavorano per garantire il servizio nonostante difficoltà oggettive, carenza di personale e criticità organizzative. La SEUS non chiede di essere sottratta alle verifiche. Chiede semplicemente che le verifiche siano complete, documentate e riferite alle effettive competenze di ciascun soggetto. Perché individuare correttamente le responsabilità non significa difendere qualcuno. Significa, prima di tutto, capire davvero dove nasce il problema e intervenire dove il problema nasce”.

– Foto ufficio stampa Seus –

(ITALPRESS).

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