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La giovane somala sbarcata a Lampedusa che Berlino non vuole. Sfuggita a un matrimonio combinato, dall’Italia in Germania per ritrovare madre e fratello

Redazione

La giovane somala sbarcata a Lampedusa che Berlino non vuole. Sfuggita a un matrimonio combinato, dall’Italia in Germania per ritrovare madre e fratello

Ven, 14/08/2026 - 18:53

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Abdirisaq Warsame è la ragazza somala di 22 anni al centro della disputa sui dublinanti tra Roma e Berlino. La sua è una storia che a raccontarla sembra straordinaria, eppure è più comune di quanto si immagini, tra paura, coraggio e scelte estreme nella speranza di una seconda possibilità. E’ fuggita dalla Somalia per sottrarsi a un matrimonio combinato. Lo ha fatto lungo una strada tracciata da tanti prima di lei: la rotta migratoria che attraverso la Libia l’ha portata in Italia, a Lampedusa, dove è sbarcata il 27 febbraio 2026, dopo una traversata di tre giorni nel Mediterraneo a bordo di un gommone. Ma non si è fermata. La destinazione per lei era la Germania, per ricongiungersi con la madre e il fratello che non vedeva da 17 anni, quando erano a loro volta fuggiti dalla Somalia riuscendo a stabilirsi legalmente in Baviera. Così dopo pochi giorni Abdirisaq si è rimessa in cammino, ed è arrivata in Assia, dove è stata registrata dalle autorità locali il 31 marzo scorso e temporaneamente ospitata in un centro di accoglienza, prima di rivedere i familiari. Adesso è con loro ma il suo viaggio potrebbe non essere ancora finito: il rischio infatti è che debba imbarcarsi di nuovo, ma questa volta su un aereo che la riporti in Italia il prossimo 19 agosto come disposto dalle autorità tedesche, in base alle regole del Trattato di Dublino, in quanto l’Italia è stato il suo primo porto d’accesso sicuro nell’Ue. Non un dettaglio quest’ultimo, perché questa storia straordinaria eppure comune, appunto, era possibilmente destinata a diluirsi tra le tantissime testimonianze che restano nei registri dei centri di accoglienza e delle Ong, se non fosse stato per il particolare tempismo che l’ha resa il simbolo di un impasse diplomatico su cui è in corso un braccio di ferro tra Roma e Berlino. Sullo sfondo c’è la gestione dei migranti in Ue e i famigerati regolamenti di Dublino, un tema non nuovo, ma in particolare lo scontro nasce adesso dalla diversa interpretazione da parte delle due cancellerie sull’applicazione del Patto Ue sulle migrazioni e l’asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno. La giovane donna “ha la sua famiglia ben integrata in Germania e in Italia rischierebbe di rimanere da sola, come tanti altri richiedenti asilo, e di finire in mezzo alla strada”, ha affermato Stephan Reichel dell’associazione ‘Matteo – Chiesa e asilo’. “Ha in Baviera sua madre, un fratello e tre sorelle – ha insistito – Loro vivono in Baviera da molto tempo e sono ben integrati. Anche questa giovane donna ha quindi ottime chance di vivere a sua volta bene in Germania”

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